Sanità, sindacati: "Ospedale Gaslini a rischio privatizzazione". Rsu: "Salvaguardare la dimensione pubblica dell'istituto"
di Redazione
I lavoratori del Gaslini temono una privatizzazione mascherata e chiedono garanzie sul futuro pubblico dell’ospedale e sulla stabilizzazione del personale.
L’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini di Genova, eccellenza della sanità pubblica italiana, è al centro di un acceso dibattito dopo le recenti decisioni legate al suo piano di rinnovamento. Secondo quanto riportato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), l’istituto starebbe procedendo a una ristrutturazione e modernizzazione delle proprie strutture attraverso partenariati pubblico-privati, operazioni finanziarie che — denunciano i sindacati — vincoleranno i bilanci dell’ospedale per i prossimi 20 anni, con un impatto economico di numerosi milioni di euro.
In seguito a un'assemblea dei lavoratori, la RSU ha espresso preoccupazione per l'assenza di trasparenza da parte del Consiglio di Amministrazione dell’ente: "Chi garantirà l'equilibrio economico e la tenuta della dimensione pubblica dell'istituto?" è la domanda che i rappresentanti dei lavoratori pongono da tempo, senza — a oggi — aver ricevuto risposte ufficiali. Il timore, sempre più diffuso tra il personale, è quello di una "privatizzazione occulta" che potrebbe minare il carattere pubblico dell’ospedale.
“Non bastano le vecchie ipotetiche garanzie da parte di Regione Liguria e Cassa Depositi e Prestiti, servono impegni seri e concreti”, afferma la RSU, che rilancia le richieste dei lavoratori: stabilizzazione del personale precario, in particolare di coloro che hanno contratti a tempo determinato o in somministrazione, e migliori condizioni di lavoro in un contesto di grave carenza di organico che mette a rischio la qualità dell’assistenza pediatrica.
L'assemblea ha dato mandato alla RSU di proseguire con tutte le azioni di lotta ritenute opportune, allo scopo di difendere la natura pubblica del Gaslini e tutelare i diritti dei lavoratori. Una presa di posizione netta che potrebbe preludere a mobilitazioni future se le richieste non troveranno riscontro.
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