Sampierdarena, barriere antirumore in Lungomare Canepa: “I fondi sono spariti e i residenti restano senza protezioni”

di Anna Li Vigni

Il Comitato propone una soluzione avanzata: "Coprire la strada almeno fino a metà con una struttura che riduca l’impatto acustico e, in parte, anche quello atmosferico”

Non solo la battaglia contro i depositi chimici. A Sampierdarena i residenti continuano a denunciare anche l’impatto quotidiano del traffico pesante e dell’inquinamento lungo Lungomare Canepa, una delle arterie più trafficate della città.

La strada, spiegano i membri del Comitato Lungomare Canepa, è attraversata fin dalle prime ore del mattino da camion e tir diretti al porto. “Qui il traffico inizia prestissimo, già dalle 4 o dalle 5 del mattino, con tir e camion che passano continuamente”, raccontano i residenti.

Tra loro c’è Alberto Simoncini, che guarda con attenzione anche alla sentenza attesa sul caso dei depositi chimici.
“Ci auguriamo che la sentenza non porti ulteriore carico su una strada che è già la più inquinata di Genova. Secondo Simoncini il quartiere sta già pagando un prezzo molto alto in termini di qualità della vita.
“Abbiamo un cantiere continuo dal settembre 2016 e ci mancherebbe soltanto che arrivassero altri carichi per la nostra salute”, afferma.

La convivenza con il traffico e l’inquinamento è diventata ormai una routine difficile da sostenere.
“Dobbiamo tenere le finestre chiuse tutto l’anno: estate, inverno, primavera e autunno. Non sappiamo più cosa fare per sopravvivere. Probabilmente dovremo tenerci pronta una maschera antigas in casa”, dice Simoncini.

Oltre all’inquinamento atmosferico, un altro problema pesante è quello del rumore. A monitorare la situazione da anni è Fabio Valentino, membro del Comitato Lungomare Canepa e impegnato nello studio dell’impatto acustico della strada.

“Fin dall’inizio, circa otto anni fa, mi sono occupato di verificare la questione acustica di questa strada. Oggi la situazione è ancora in alto mare”, spiega.

Negli anni è stata prevista la realizzazione di una fascia di rispetto e di un cordolo che dovrebbe ospitare strutture di protezione acustica. Tuttavia le barriere non sono state realizzate.
“Il problema è che le strutture di protezione acustica non ci sono, non sono previste e i fondi sono stati definanziati. Dopo otto anni la questione di Lungomare Canepa rimane sostanzialmente aperta”, sottolinea Valentino.

Il Comitato ha elaborato anche alcune proposte tecniche per ridurre l’impatto del rumore sulle abitazioni.
“Da anni diciamo che anche barriere lineari molto alte non impedirebbero al rumore di impattare contro gli edifici. Per questo proponiamo una soluzione più avanzata: coprire almeno fino a metà la strada con una struttura che riduca l’impatto acustico e in parte anche quello atmosferico”, spiega Fabio Valentino. 

Si tratta di soluzioni già utilizzate in altre città italiane e all’estero, ma al momento il nodo principale resta quello delle risorse economiche.
I fondi c’erano, ma nel tempo sono stati spostati su altri capitoli di spesa e oggi di fatto non ci sono più”, spiega Fabio Valentino.

Intanto lungo la strada sono visibili alcune predisposizioni tecniche, come perni e supporti che dovrebbero servire per future barriere acustiche.
“Quelli che vediamo sono i perni per la struttura. È il minimo sindacale che era stato previsto per realizzare in futuro una galleria ma senza un progetto vero e senza finanziamenti rischiano di rimanere inutili”, aggiunge.

Secondo le ipotesi progettuali circolate finora, le barriere potrebbero arrivare fino a otto metri di altezza.
“Ci è stato riferito che il progetto prevede una barriera alta circa otto metri, che arriverebbe più o meno all’altezza di questo balcone. Ma chi abita ai piani superiori continuerebbe comunque a subire il rumore”, spiega.

Per il comitato la soluzione strutturale rimane dunque l’unica strada possibile per migliorare davvero la qualità della vita nel quartiere.

Nel frattempo resta l’attesa anche per la decisione dei giudici sui depositi chimici.
“Le premesse sono positive”, conclude Valentino. “Dalle perizie e dall’andamento del giudizio possiamo essere moderatamente ottimisti che la questione dei depositi venga depennata. Sarebbe già un passo importante per ridurre l’impatto complessivo su quest’area di Sampierdarena”.

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