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Sampdoria, Quagliarella: "D'Aversa è cazzuto, diverso dagli ultimi tecnici, uno stimolo"

di Maria Grazia Barile

Il capitano puntualizza: "Mi dicono che l’anno scorso mi gestivo, semmai mi gestiva Ranieri. Io vorrei giocare sempre dal primo all’ultimo minuto"

Ritiro di Ponte di Legno quasi concluso, Fabio Quagliarella traccia un primo bilancio: "Mancano pochi giorni alla fine sto accumulando la stanchezza. A livello mentale quando ero giovane li soffrivo di più però fondamentalmente lo odio. Un tempo poi i ritiri, anche quelli pre-partita, cementavano il gruppo. Ora ognuno sta per conto suo". Il capitano della Sampdoria, in una lunga intervista al Secolo XIX, guarda alla prossima stagione: "Spero di dare un grande contributo come negli ultimi anni. So benissimo l’età che ho, ma anche come mi alleno e la mia professionalità. Sono molto tranquillo e sereno. Preparatori e mister si preoccupano sempre che possa farmi male, mi trattano come un panda".

Su un possibile ruolo all'Altafini, decisivo negli ultimi minuti, Quagliarella dichiara: "Fosse per me le giocherei tutte dal primo all’ultimo minuto. Mi dicono, l’anno scorso ti sei gestito, semmai mi gestiva Ranieri. Ma so benissimo che non posso giocarle tutte, certe partite è anche meglio subentrare. Sogno i 200 gol in A, ma è ancora lunga (è a quota 177). Ora mi piacerebbe andare in tripla cifra con la Samp, dovrebbe essere lì (ne ha fatti 99), ma non diciamo niente. Sarebbe per me una grande soddisfazione".

Quagliarella promuove D'Aversa: "Un allenatore cazzuto, propone allenamenti molto intensi alla ricerca di calcio offensivo. Mi piace. È di rottura rispetto agli ultimi nostri allenatori, ma per me è uno stimolo". Un ruolo, quello di allenatore, che il capitano vorrebbe coprire nei prossimi anni: "Innanzitutto ci tengo a ringraziare Ferrero per il contratto. Però mi piacerebbe restare nella Samp, se ci sarà la possibilità, cominciando ad allenare i ragazzini. Ormai mi sento di famiglia, parte integrante del mondo Samp e percepisco l’affetto dei tifosi".