Sampdoria, le nostre domande (senza risposta) a Joseph Tey
di Maurizio Michieli
Nei giorni scorsi alla Sampdoria sono successe diverse cose. Una anche di campo e visto che negli ultimi anni si è parlato molto soprattutto d'altro parto da qui: la squadra si è salvata dalla retrocessione in serie C con una giornata di anticipo. Nella stagione scorsa era accaduto solo dopo un play out riacciuffato per i capelli in virtù delle vicissitudini capitate al Brescia. Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Finire in quel girone infernale sarebbe stata un'onta per un club che - nella sua storia - prima di quest'ultima gestione si trovava saldamente nella classifica dei dieci più presenti in serie A dal 1946 a oggi.
In precedenza c'erano state le dimissioni di Matteo Manfredi dalla presidenza e a quanto pare anche la sua uscita dall'azionariato di minoranza con Gestio Capital. Poi, dopo il comunicato auto assolutorio delle stesso MM - è arrivata l'inserzione pubblicitaria del "nuovo", unico proprietario della Sampdoria, Joseph Tey, su Il Secolo XIX con affermazioni già lette in precedenti comunicati, che non a caso hanno scatenato le dure reazioni dei tifosi blucerchiati (volantino della Federclubs e striscioni allo stadio).
Quindi, la visita blindatissima dello stesso Tey al "Ferraris" per Sampdoria- Sudtirol e un'intervista al Decimonono.
In mezzo il solito mare - anzi, oceano - di domande senza risposta. Almeno quelle che avremmo voluto rivolgergli noi - nel rispetto della persona e nell'interesse della Sampdoria, l'unica "cosa" che ci sta a cuore. Perché i proprietari passano, così come i dirigenti, gli allenatori, i calciatori, i giornalisti che ne raccontano la quotidianità. Prevengo l'obiezione di sfascista, la stessa che mi venne rivolta nel febbraio del 2019 quando misi in guardia - nero su bianco - dalla gestione Ferrero (malgrado sui risultati "non si potesse dirgli nulla"). Nel maggio del 2023 - quattro anni e mezzo dopo - la Sampdoria sfiorò il fallimento.
Non faccio paragoni, anzi, ho sempre riconosciuto a questi investitori il merito di avere salvato la società con un'operazione magistrale orchestrata dall'attuale presidente Francesco De Gennaro. Ma strada facendo è stato un po' come adottare un figlio/a tra mille ostacoli e poi "maltrattarlo/a" perché problematico, sparendo nel nulla e lasciandosi avvolgere da molte ombre. Non funziona così. La Sampdoria - per quanto bene privato - è patrimonio di tutti. E la chiarezza - con i limiti di riservatezza del caso - non è un obbligo ma un dovere, anzi, una responsabilità che il proprietario di un bene così intangibilmente prezioso dovrebbe avvertire senza bisogno di stimoli. Continuare ad alzare cortine fumogene offusca e svilisce lo spettacolo e il significato offerti da quei 30.000 allo stadio che si sono mossi per Sampdoria-Sudtirol come ai tempi si muovevano per le partite di Coppa dei Campioni.
Ecco le domande che avremmo voluto cortesemente rivolgere a Joseph Tey per avere la sua rispettabile versione dei fatti della quale prendere eventualmente atto:
1) Perché ha lasciato mettere (da Manfredi) la società nelle mani di Alessandro Messina e poi lei stesso l’ha messa nelle mani di Nathan Walker anziché di un direttore generale titolato e competente?
2) E' al corrente delle traversie di Nathan Walker in Inghilterra con Fun88 a cui è stata ritirata la licenza per la mancata presentazione di garanzie sulle norme anti riciclaggio?
3) Perché non ha mai investito nella squadra – tant’è che il patrimonio calciatori è ridotto al minimo e i risultati sono stati i peggiori nella storia della Sampdoria – ma ha speso in ingaggi e percentuali ai procuratori?
4) Perché anziché assumere un allenatore esperto (Stroppa, Inzaghi) si è sempre affidato a tecnici alle prime armi, scelti con l’algoritmo o addirittura senza patentino?
5) Qual è il budget a disposizione per il prossimo calcio mercato e lo guiderà ancora Jesper Fredberg, colui che ha ritenuto idonei per la Sampdoria Coucke, Coubis, Narro, Ferri, Cuni?
6) Qual è l’obiettivo del 2027?
7) Perché ha prima acquistato un’inserzione a pagamento e poi ha dialogato unilateralmente con un solo organo di informazione evitando il confronto e le domande della pluralità dei media?
8) Perché durante la sua gestione il settore giovanile è stato disossato portando anche la Primavera in serie B?
9) Perché ha portato le Women dalla serie A all’Eccellenza?
10) Se arrivasse qualcuno intenzionato a rilevare la società, facendosi carico dei debiti e del passivo di gestione, sarebbe disposto a lasciarla senza chiedere alcun corrispettivo mantenendo una quota di minoranza in attesa che il valore anche delle sue azioni risalga?
11) Può escludere siano in corso accertamenti internazionali, diretti o indiretti, sulla Sampdoria e/o sulla sua composizione societaria?
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