Sampdoria, Gregucci: "L'obiettivo resta la salvezza, il Padova venderà cara la pelle"

di R.S.

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L'allenatore: "Non abbiamo fatto ancora nulla, i nostri avversari hanno vinto già quattro volte fuori casa"

Angelo Gregucci affronta la partita col Padova, terza gara in una settimanam senza cercare scuse: "Non è un alibi, quello che vale per noi vale anche per gli altri". Le scelte saranno frutto di analisi attente, perché "bisognerà fare valutazioni precise", soprattutto dopo aver lavorato più sul recupero che sull’intensità.

LINEA - Dal punto di vista mentale la linea è chiara: "La delusione deve essere trasformata in rabbia agonistica", ma senza perdere equilibrio. "È un’altra partita e va affrontata con lucidità e comportamenti corretti". La mentalità, ribadisce, nasce durante la settimana: "Quello che fai in allenamento lo ritrovi la domenica". E ancora: "Bisogna rimanere sul pezzo, ogni partita ci giochiamo tantissimo".

TESTA - Sul piano psicologico insiste molto: "La testa deve essere sempre accesa", soprattutto quando le energie non sono al massimo. "Quando non hai risorse ottimali è la mente che ti fa arrivare prima".

AVVERSARIO - Dell’avversario sottolinea la pericolosità: "Il Padova è un avversario temibile, da rispettare". Una squadra che "combatte in ogni angolo del campo", che "vende cara la pelle" e che ha dimostrato solidità anche lontano da casa. "Arriva alla fine senza rimpianti perché spende tutto".

MEDIANA - sul centrocampo evita letture semplicistiche: "Non parlerei di equilibrio", ma di caratteristiche diverse e di interpretazione della gara. "L’allenamento è un elemento importante per le scelte di un tecnico".

CLASSIFICA - Quanto alla classifica, frena ogni entusiasmo: "Noi non abbiamo fatto niente". Il campionato è complicato e "quando pensi di aver tirato su la testa arriva una mazzata". Per questo "non dobbiamo pensare a quello che è stato fatto, ma a quello che faremo, possibilmente meglio". Nessuna proiezione a lungo termine: "Non vivo di se e di ma, vivo di domani". E ancora: "Ogni partita deve essere come una finale".

TATTICA E ARBITRI - Sulle soluzioni tattiche resta aperto: "Tutto è possibile". Non si sente legato ai numeri o ai moduli: "Parlo di squadra e di comportamenti". Avere giocatori con caratteristiche diverse "è una risorsa". Infine, sulle decisioni arbitrali mantiene equilibrio: "Voglio pensare che non ci sia nulla". E conclude con un principio chiaro: "Mi interessa essere corretto e leale, poi le valutazioni le fanno gli altri".

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