Salis: "Non esistono protocolli che ci consentano di rimpatriare gli immigrati irregolari"
di Claudio Baffico
La sindaca di Genova, Silvia Salis, è stata ospite del talk show “È sempre Cartabianca” condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4, rispondendo a domande su temi caldi come la sede locale di CasaPound, la proposta di legge sulla remigrazione, le politiche sull’immigrazione e la situazione internazionale.
Sul nodo della presenza di CasaPound a Genova, Salis è stata molto chiara nella sua condanna: ha definito la formazione di estrema destra “non gradita” all’amministrazione e ha sottolineato il forte legame simbolico della zona in cui si trova la sede, ricordando che è “vicina a piazza Alimonda e alla Casa dello Studente, luoghi legati alla storia della lotta antifascista”. Secondo la sindaca, “Genova è antifascista” proprio in virtù della sua memoria storica.
Ribadendo il suo punto di vista, Salis ha spiegato: “Siamo in un Paese democratico e c’è libertà di espressione, è vero, ma quella libertà finisce dove iniziano le leggi di questa Repubblica, fondata su una Costituzione nata dalla lotta al fascismo.” Questo concetto è stato espresso nel contesto delle polemiche suscitate dalla presenza della sede e dalle reazioni di alcune realtà cittadine.
Parlando della vita quotidiana nel quartiere della Foce, la sindaca ha aggiunto che “la città ha diritto alla sua sicurezza e a vivere giornate tranquille”, ribadendo il suo ruolo di tutela dell’ordine pubblico e della qualità della vita dei cittadini.
Sulla proposta di legge sulla remigrazione, Salis è stata altrettanto netta: ha attaccato l’iniziativa sostenendo che “fa leva sulla paura delle persone, sulla povertà, creando un nemico anche in persone che sono qui da anni, lavorano e pagano le tasse”. Ha poi sottolineato l’assurdità, a suo avviso, di dire a chi contribuisce all’economia italiana di “tornare nel proprio Paese”, definendo l’idea “un controsenso”.
Nel dibattito sulle politiche di immigrazione, Salis ha puntato il dito contro l’attuale gestione nazionale: “Quando fermiamo immigrati irregolari non possiamo rimpatriare perché non esistono i protocolli e la questura non può fare nulla.” Ha proseguito dicendo che dalla destra di governo “servono spiegazioni, più che slogan”.
Infine, sulla situazione internazionale e il conflitto in Iran, la sindaca ha espresso preoccupazione per l’evolversi delle tensioni, definendo inquietante la prospettiva di “un allargamento verso il Mediterraneo” e temendo ricadute legate alla sicurezza e all’economia, considerando anche il ruolo strategico del porto di Genova. Ha osservato come l’Italia sia, a suo avviso, “marginale in Europa” nei principali tavoli diplomatici internazionali.
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