Salis: "Io leader? Tutti facciamo nostra parte. Programma del campo progressista? Lo ha scritto il governo coi suoi fallimenti"

di steris

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"Fondamentale concentrarsi sui temi che riguardano la vita delle persone: lavoro, sanità, scuola, sicurezza"

Salis: "Io leader? Tutti facciamo nostra parte. Programma del campo progressista? Lo ha scritto il governo coi suoi fallimenti"

Silvia Salis, sindaca di Genova, interviene sul quadro politico nazionale e locale, tra ruolo amministrativo, campo progressista e lettura del recente referendum sulla giustizia.

RUOLO - "In questo momento - dice a Rtl - mi occupo del ruolo che sto svolgendo: fare la sindaca di Genova al meglio ogni giorno. L'ho detto anche ieri: fa piacere, lusinga ricevere questo tipo di attenzione e considerazione per una carriera politica appena iniziata, ma rappresenta anche una grande responsabilità".

Salis sottolinea il clima di collaborazione nella sua città: "Devo dire che tutti i partiti mi hanno sostenuto e continuano a sostenermi con convinzione. A Genova c'è una forte collaborazione. Credo che chiunque possa contribuire al campo progressista debba farlo. Io, anche nel mio ruolo di sindaca, non mi tiro indietro quando si tratta di esporsi su temi importanti: può essere Gaza, come il referendum - conclude -. Penso che tutti dobbiamo fare la nostra parte, senza sovrapporci gli uni agli altri".

REFERENDUM - Analizzando il voto referendario, evidenzia: "E' riemerso il corpo elettorale progressista che non sempre va a votare. Ecco questa è una riflessione che sicuramente il centro-sinistra deve fare". E aggiunge: "È molto chiaro come questo referendum sia stato inizialmente presentato come un referendum tecnico, quindi completamente avulso dal contesto politico e senza alcuna ricaduta sul governo, perché credo fossero fiduciosi di vincere. I primi sondaggi davano il "no" nettamente indietro. Poi, nel tempo, è diventato un referendum politico e quindi sono dovuti scendere in campo tutti: il governo, ma non solo, anche tutti i rappresentanti dei partiti di maggioranza, difendendosi con forza e trasformandolo in un referendum sulle azioni di governo".

Secondo la sindaca, "Un'azione di governo - ha sottolineato Salis - che è stata palesemente bocciata; anzi, ha dimostrato come nel Paese esista un elettorato silente e progressista che, magari, in questi anni non si è sentito rappresentato, ma che, quando c'è da difendere i fondamenti della nostra Repubblica, come la Costituzione, alle urne ci va eccome. Quando c'è qualcosa in cui credere, qualcosa da difendere, l'elettorato c'è ed è molto attivo".

GIOVANI - Ampio spazio anche al tema della partecipazione giovanile: "I giovani ci sono sempre stati. Io non credo che i giovani tornino o vadano via. I giovani ci sono e partecipano a una vita politica. Non partecipano nei modi nei quali noi ci aspettiamo che possano partecipare, cioè come facciamo noi. Sono molto interessati ai temi dell'attualità. È una politica che non parla più a loro, quindi loro parlano la politica quando ci sono dei temi che gli interessano. Ecco questo è un'altra riflessione da fare perché se si danno dei temi e dei traguardi e degli orizzonti interessanti per i giovani, i giovani votano eccome". E ancora: "Un altro aspetto fondamentale da sottolineare è la partecipazione dei giovani - ha concluso -. Si dice spesso che siano disinteressati alla vita politica, ma non è assolutamente vero. Io credo che siano interessati a ciò che accade nel Paese e nel mondo, ma non partecipano a una vita politica come la intendiamo noi, perché la politica non parla loro. Questo referendum, invece, parlava anche a loro, e loro hanno partecipato, con gli effetti che abbiamo visto".

POLITICA - Salis richiama quindi l’attenzione sui contenuti dell’azione politica: "L'importante è parlare al Paese della vita quotidiana delle persone: lavoro, sicurezza, sanità, scuola, pressione fiscale. Sono questi i temi su cui bisogna concentrarsi. Poi, naturalmente, ci sono anche le questioni di politica internazionale ma, come vediamo, neppure questo governo è del tutto allineato su tali temi. Quando si governa, però, bisogna fare una sintesi, assumendosi la responsabilità delle scelte e del posizionamento internazionale".

Infine, osserva: "All'opposizione è più facile esprimere liberamente le proprie posizioni. Lo dico anche per esperienza personale da sindaca: si possono avere idee e impostazioni ideologiche, ma quando si deve amministrare una città, l'ideologia passa in secondo piano. I problemi sono concreti, quotidiani, e bisogna trovare soluzioni". E conclude: "Per questo è fondamentale concentrarsi sui temi che riguardano la vita delle persone: lavoro, sanità, scuola, sicurezza. In un Paese in cui milioni di persone hanno rinunciato a curarsi, la qualità della scuola pubblica e il sistema sanitario devono tornare centrali. Questo governo ha fallito su così tanti fronti che, in un certo senso, il programma elettorale del campo progressista lo ha già scritto lui".

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