Rixi: "Con l'aumento del carburante, rischio effetto a catena su sistema economico"
di Redazione
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Con il prezzo del gasolio stabilmente oltre i due euro al litro, il settore dell’autotrasporto si trova ormai a operare in condizioni sempre più difficili, spesso lavorando al limite della sostenibilità economica. Il pericolo, secondo il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, è che questa situazione possa innescare un effetto a catena sull’intero sistema economico, con ricadute dirette sui prezzi al consumo, in particolare per i beni essenziali come frutta, verdura e latte.
Rixi sottolinea come il nodo centrale della questione non sia soltanto nazionale, ma riguardi l’intero assetto europeo. A suo avviso, il Patto di Stabilità, nella sua attuale configurazione, risulta ormai inadeguato ad affrontare una crisi energetica di tale portata. Le regole vigenti, infatti, limiterebbero la capacità degli Stati membri di intervenire in modo efficace e tempestivo, impedendo misure straordinarie necessarie per sostenere imprese e cittadini.
Il confronto con il passato rafforza questa critica: negli anni Settanta, durante la crisi petrolifera, i governi scelsero di modificare profondamente le proprie politiche economiche per adattarsi a un contesto mutato. Oggi, invece, secondo il viceministro, l’Europa sembra rimanere ancorata a schemi rigidi e ormai superati, senza dimostrare la flessibilità necessaria per affrontare le sfide attuali.
In questo scenario, Rixi lancia un monito chiaro: senza un cambio di rotta deciso e rapido, l’Unione Europea rischia di avviarsi verso una progressiva perdita di competitività e coesione sociale. L’assenza di interventi strutturali e di una revisione delle regole economiche potrebbe infatti tradursi in una lenta ma costante erosione del tessuto produttivo e del benessere dei cittadini.
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