Rixi a Telenord: "Iran, pronti a garantire sicurezza alle nostre navi. Infrastrutture, mai tolto un euro a Genova"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

Stoccata alla Salis: "Sentirmi dire che io non faccio abbastanza per la mia città non credo di meritarlo, non ho mai agito per logiche politiche"

Il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi è intervenuto a Liguria Live commentando sia la situazione internazionale legata alla crisi in Medio Oriente sia alcune delle principali questioni infrastrutturali della Liguria.

 

Sul fronte internazionale Rixi ha spiegato che la tensione nell’area del Golfo Persico sta già producendo effetti economici. "L’effetto immediato è l’aumento del costo delle materie prime, in particolare dei derivati del petrolio. Nello stretto di Hormuz passavano circa 20 milioni di barili al giorno e una parte arrivava anche in Europa. Il mercato internazionale ha registrato un aumento importante del prezzo del greggio nell’ultima settimana".

 

Il viceministro ha inoltre sottolineato l’attenzione del governo per la sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area. "In questi giorni sono stati fatti oltre 10 mila contatti con i nostri connazionali nel Golfo. Sono stati attivati tutti i sistemi per evacuare dalle aree più sensibili gli italiani presenti".

 

Per quanto riguarda il traffico marittimo e la sicurezza delle rotte commerciali, Rixi ha fatto il punto sulla convocazione del Comitato interministeriale per la sicurezza marittima. "Ho convocato il Comitato per dare indicazioni alle navi battenti bandiera italiana e a tutte le navi che riguardano la nostra catena logistica su come affrontare il passaggio in determinate aree e in quali condizioni poterlo fare. Dobbiamo garantire la sicurezza delle linee di navigazione e della nostra capacità logistica".
Durante la riunione, svoltasi dopo il collegamento con Telenord, è stato aggiornato il quadro della sicurezza nelle aree più sensibili, in particolare Mar Rosso, Golfo Persico e Golfo di Oman, dove restano rafforzate le misure di protezione nei porti e lungo le rotte. Sono state inoltre valutate ulteriori misure di sicurezza per le navi di bandiera italiana che operano in zone a rischio, con l’applicazione rafforzata delle procedure previste dal codice ISPS e di sistemi di valutazione integrata del rischio. Il MIT ha ribadito il coordinamento costante con le amministrazioni competenti e con gli operatori del settore per monitorare l’evoluzione della situazione geopolitica. Fondamentale anche il contributo della Marina Militare, impegnata con partner europei e internazionali nella tutela della libertà di navigazione e della sicurezza degli equipaggi. Le istituzioni hanno confermato l’attenzione su un dossier strategico per l’Italia, considerando la stabilità delle rotte marittime essenziale per la sicurezza e la resilienza delle catene logistiche europee.

 

Passando alle questioni liguri, il viceministro ha commentato la riapertura dell’Aurelia ad Arenzano dopo la frana dei giorni scorsi. "Abbiamo mantenuto gli impegni presi con gli enti locali. C’è stato un ritardo di circa trenta ore, ma siamo riusciti ad aprire con due sensi di marcia. È stato uno sforzo importante fatto insieme ad Anas per intervenire rapidamente".

 

Rixi ha però evidenziato anche il tema della fragilità del territorio. "Dobbiamo fare interventi resilienti che sistemino le nostre arterie per un lungo periodo. Non aver lavorato per tanto tempo ha reso il nostro sistema sempre meno resiliente rispetto agli eventi climatici".

 

Sul progetto del tunnel tra Noli e Varigotti il viceministro è stato netto. "Il tunnel va fatto perché costituisce un’alternativa percorribile. Sono interventi onerosi e che incidono sul paesaggio, ma dobbiamo garantire la resilienza delle infrastrutture".

 

Un altro tema affrontato è stato il raddoppio ferroviario tra Andora e Finale. "Bisogna capire se lavoriamo per i nostri figli o per mantenere quello che abbiamo. Continuare con un binario unico costruito a metà Ottocento significa condannare le prossime generazioni all’isolamento. Sulla Liguria gravita buona parte del traffico di import-export verso la penisola iberica. Ventimiglia è oggi il valico alpino più transitato dopo il Brennero".

 

Infine il viceministro ha commentato il dibattito sul progetto di trasporto a fune in val Bisagno a Genova. "Mi sembra che il progetto non sia ancora presentato. Sono abbastanza favorevole, ma ogni tipologia di trasporto deve avere delle condizioni e il tratto tra Brignole e Prato è particolarmente lungo e quindi sarebbe molto lento, col problema del carico e scarico delle persone nel momento in cui in quelle cabine si muovono".

 

Rixi ha anche respinto le critiche su presunti tagli ai finanziamenti per Genova. "Quando si vince un bando per un progetto non si può cambiare il progetto, nel rispetto delle regole e soprattutto dei diritti anche delle altre città che a loro volta hanno portato progetti che sono stati approvati dal ministero, ma non si è potuto finanziarli perché i soldi finivano a Genova. Noi sulla Liguria abbiamo investito circa 15 miliardi, sul Comune di Genova diversi miliardi e sentirmi dire che io, come viceministro genovese non faccio abbastanza per la mia città, non credo di meritarlo e credo che in tutti i momenti di difficoltà della mia città non ho mai guardato la tessera politica di qualcuno, ma ha sempre pensato ai cittadini e l'ho fatto a partire dalla tragedia del ponte Morandi. Per cui se ci sono delle cose che fanno bene alla città di Genova la facciamo, ma nel rispetto di quelli che sono i criteri per tutte le altre città".

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