Riviere di Liguria, dalla Camera di Commercio oltre 4 milioni di interventi per le imprese

di Redazione

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Nelle province di Imperia, Savona e La Spezia anche aiuti per le calamità naturali e ristori per l'emergenza covid, oltre a impegni su digitalizzazione e formazione

Riviere di Liguria, dalla Camera di Commercio oltre 4 milioni di interventi per le imprese

Interventi economici, diretti e indiretti, per circa 4 milioni; sostegni alle imprese colpite da calamità naturali; ristori alle attività per emergenza Covid-19: sono alcune azioni della Camera di commercio Riviere di Liguria, che rappresenta circa 100 mila imprese, compiute nel 2022. Ma c'è anche digitalizzazione e internazionalizzazione delle imprese; orientamento alle professioni; promozione di turismo, enogastronomia e artigianato; "Libro bianco sulle priorità infrastrutturali della Liguria". Il presidente Enrico Lupi e il segretario Marco Casarino hanno illustrato il bilancio delle attività. ù

Per quanto riguarda i sostegni alle imprese per l'istruttoria delle pratiche per il risarcimento dei danni alluvionali subiti nel 2018 nel solo 2022 sono stati liquidati contribuiti per 3,4 milioni. Per il 2019 ad oggi sono stati ultimati i procedimenti di liquidazione relativi a 128 imprese per 1.189.168 euro su un totale di 2.047.042,36 euro concessi nelle province di Imperia, La Spezia e Savona. E' quest'ultima la provincia che ha ricevuto il maggior numero di indennizzi: 138 su 154 rendicontazioni pervenute. Seguono Imperia (14) e Spezia (2). Per il 2020 sono stati concessi 2.890.952 a 209 imprese, in massima parte nell'imperiese: area più colpita. Notevoli i ristori legati all'emergenza Covid-19: 7.763.524 euro per 4022 imprese liquidate (Savona 1640, Imperia 1299, Spezia 1083. Per la digitalizzazione delle imprese sono stati rilasciati 2825 dispositivi di firma digitale. Per l'internazionalizzazione sono stati rilasciati 2900 certificati di origine per un valore di merci fatturate di oltre 330 milioni di euro (23 le imprese assistite). La filiera olivicola è stata promossa in Giappone, 25 le imprese coinvolte.

Ora si pensa al 2023, che vede tra le priorità dell'ente quello di razionalizzare il cospicuo patrimonio immobiliare esistente nelle tre sedi provinciali. "Abbiamo in programma la dismissione degli asset immobiliari non ritenuti più strategici per creare valore da destinare ai servizi per le imprese", ha concluso Lupi