Ritardi nei pagamenti e incertezza operativa: la nuova denuncia delle aziende in appalto per Amt

di Claudio Baffico

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Ritardi nei pagamenti e incertezza operativa: la nuova denuncia delle aziende in appalto per Amt

Le aziende che operano in appalto per Amt tornano a far sentire la propria voce, denunciando ritardi nei pagamenti e una crescente incertezza operativa. Si tratta delle sei imprese aderenti ad Anav Liguria, impegnate nella gestione di servizi sia urbani sia extraurbani, che stanno subendo direttamente le conseguenze della crisi della società di trasporto.


Secondo quanto spiegato dal vicepresidente di Anav Liguria, Renzo Balbi, l’accordo iniziale prevedeva liquidazioni entro il 10-15 di ogni mese per le spettanze del mese precedente. Tuttavia, questo impegno è stato rispettato solo inizialmente: col tempo, le scadenze sono slittate progressivamente fino ad arrivare, oggi, alla fine del mese. Da parte di Amt si sottolinea invece che i pagamenti vengono effettuati appena arrivano i fondi dagli enti pubblici, escludendo quindi responsabilità dirette nei ritardi.


L’aspetto più critico, evidenziano le aziende, riguarda il clima di instabilità. Le imprese coinvolte garantiscono lavoro a circa cento dipendenti, molti dei quali stanno valutando alternative più sicure. I contratti, al momento, vengono rinnovati su base mensile, in attesa di maggiori certezze sul recupero dei crediti.


Le aziende vantano nei confronti di Amt oltre 2,5 milioni di euro di crediti attualmente bloccati. Nei giorni scorsi è stata inviata una richiesta formale di incontro per definire un piano di rientro, ma finora non è
La situazione si inserisce nel quadro della procedura di composizione negoziata della crisi, ancora in atto. Una data chiave è fissata per il 16 aprile, quando l’assemblea dei soci dovrà esprimersi sul piano di risanamento e sul bilancio 2024, già approvato dal consiglio di amministrazione ma non ancora definitivamente validato.


Nel frattempo, i documenti finanziari sono stati analizzati anche dalla Corte dei Conti, con particolare attenzione all’impatto delle perdite di Amt sul bilancio del Comune di Genova, principale azionista.


Proseguono parallelamente i confronti tra istituzioni e parti sociali. Tra le ipotesi in campo c’è l’ingresso della Regione nel capitale della società attraverso una ricapitalizzazione da circa 40 milioni di euro, proposta che però solleva dubbi anche all’interno della maggioranza politica.


Il piano di risanamento, già modificato più volte, è ancora in fase di revisione. Prima di arrivare all’approvazione definitiva, dovrà passare dal consiglio comunale e da quello metropolitano. Con le festività pasquali imminenti, i tempi si fanno sempre più ridotti, aumentando la pressione su tutti gli attori coinvolti.

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