"Rischio che il gesto venga ripetuto". Resta in carcere l'accoltellatore del bus
di Claudio Baffico
Un episodio di estrema gravità, con conseguenze potenzialmente devastanti, ha portato all’applicazione della misura più severa prevista in questi casi: la custodia cautelare in carcere. Il quindicenne che sabato scorso ha ferito con un coltello uno studente di 14 anni a bordo dell’autobus della linea 7, a Rivarolo, è stato trasferito presso l’istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino.
Secondo gli inquirenti, il rischio concreto che un gesto simile possa essere ripetuto ha reso inevitabile la detenzione. Il giovane, difeso dagli avvocati Massimiliano Germinni ed Emanuele Lamberti, continua a sostenere una versione dei fatti che però non ha convinto la magistratura.
Nella sua ricostruzione, l’aggressione sarebbe maturata in un clima di tensioni pregresse. Il ragazzo ha raccontato che, circa due settimane prima dell’accoltellamento, vi sarebbe stato un litigio con il fratello minore della vittima, culminato in uno schiaffo. Successivamente, il fratello maggiore — poi accoltellato — avrebbe chiesto spiegazioni, arrivando a minacciare un amico dell’indagato e pretendendo un confronto diretto.
Il quindicenne sostiene di aver reagito per paura, affermando di sapere che l’altro ragazzo “girava armato”. L’incontro sul bus sarebbe stato casuale e, dopo aver ricevuto un calcio, avrebbe estratto il coltello colpendo il coetaneo.
Gli investigatori evidenziano però una collaborazione parziale da parte dell’indagato. Il giovane ha dichiarato di aver perso il coltello durante la fuga, senza fornire indicazioni precise sul punto in cui sarebbe avvenuto. La polizia ha perlustrato il tragitto percorso dopo la discesa dall’autobus — le porte erano state aperte dall’autista che aveva sentito le urla — ma dell’arma non è stata trovata traccia.
Il sospetto è che il coltello possa essere stato gettato in uno dei cassonetti successivamente svuotati dagli operatori dell’azienda di igiene urbana. Il ragazzo avrebbe riferito di aver acquistato l’arma nei vicoli del centro storico e che la lama misurava circa otto centimetri.
Data la gravità delle ferite riportate — tali da aver messo in pericolo la vita del quattordicenne — l’ipotesi di reato formulata è quella di tentato omicidio. Saranno le cartelle cliniche a chiarire se le dichiarazioni rese dall’indagato trovino riscontro nella dinamica delle lesioni.
Nel frattempo, dall’ospedale Villa Scassi fanno sapere che il giovane ferito è in rapido miglioramento e potrebbe essere ascoltato a breve dagli inquirenti.
Non si escludono ulteriori sviluppi sul piano amministrativo. Le forze dell’ordine potrebbero segnalare il caso alla Prefettura, alla luce delle nuove norme introdotte dal recente decreto sicurezza in materia di minori e armi bianche, già entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento, varato sull’onda di un recente omicidio avvenuto in una scuola della Spezia, prevede infatti possibili sanzioni amministrative nei confronti dei genitori di minori coinvolti in episodi legati al possesso o all’uso di armi.
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