Rio San Pietro a Pra', dragaggio foce urgente: rischio sicurezza e stop alle attività sportive

di Anna Li Vigni

Ferrando: "Spetta al Comune con la direzione di Opere Pubbliche e Aster ma manca l’autorizzazione della Regione"

Una foce quasi scomparsa sotto detriti e sedimenti, tanto da sembrare una spiaggia improvvisata: è la situazione del rio San Pietro a Pra’, dove da mesi si attende un intervento di dragaggio diventato ormai urgente. A denunciare il problema è il vicepresidente del Municipio VII Ponente, Roberto Ferrando, intervenuto direttamente sul posto.

Questa situazione persiste da circa sei o sette mesi, spiega Ferrando, le prime segnalazioni risalgono a novembre. Purtroppo sta peggiorando sempre di più”. I detriti, trascinati dalle piogge dalle colline, hanno progressivamente riempito la foce, compromettendo il naturale deflusso dell’acqua".

Il problema non è solo ambientale ma anche di sicurezza: “Si sta creando un forte rischio perché l’acqua non defluisce correttamente”, sottolinea il vicepresidente del Municipio VII Ponente. E allo stesso tempo ci sono gravi disagi per le società remiere che operano qui”.

Alle spalle della foce, infatti, hanno sede diverse realtà sportive, tra cui la GS Speranza, il cui presidente Oscar Capocci racconta le difficoltà quotidiane: “Ci ingegniamo per uscire in acqua, ma rischiamo di rompere le barche. Se arriva una piena un po’ più forte, si chiude tutto e non si esce più”.

La situazione è resa ancora più critica dalla presenza di materiali pericolosi: oltre a sabbia e fango, emergono anche ferraglie e detriti ingombranti. In queste condizioni diventa impossibile anche mettere in acqua il galeone storico utilizzato per le rievocazioni delle Repubbliche Marinare.

Sul fronte delle competenze, il quadro è complesso. “Il dragaggio spetta al Comune con la direzione delle opere pubbliche e Aster, spiega Ferrando, ma manca ancora l’autorizzazione della Regione, necessaria per intervenire, soprattutto per quanto riguarda la gestione della vegetazione”.

Un passaggio burocratico che sta rallentando tutto: “Finché non arriva l’ok, resta tutto fermo e il rischio è che la situazione continui a peggiorare”.

C’è poi il tema dello smaltimento del materiale dragato: “Dovrà essere analizzato con attenzione, aggiunge Ferrando, per evitare problemi come in passato, quando materiali non adeguatamente trattati causarono disagi ai bagnanti”.

Intanto, gli sportivi continuano ad allenarsi tra mille difficoltà, in vista degli appuntamenti più importanti della stagione. “Noi ci alleniamo tutti i giorni, dice Capocci, ma servono tempi certi. Per il bene delle competizioni sarebbe fondamentale intervenire al più presto”.

L’appello alle istituzioni è chiaro: accelerare le autorizzazioni e avviare quanto prima i lavori. “La situazione è critica, in caso di forti piogge i rischi aumenterebbero, non solo per le società sportive ma per tutto il territorio”, conclude Ferrando.

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