Rigenerazione a Genova, Salis: “30 aree tra Valpolcevera, Valbisagno e Ponente da riutilizzare per attrarre investimenti”
di Luca Pandimiglio
"Lo spazio non lo abbiamo, quindi dobbiamo trovarlo in quei luoghi dove prima c'erano centri industriali o anche centri abitativi e ormai non sono più utilizzati"
Un progetto articolato per ridisegnare il futuro urbano e produttivo di Genova, puntando sul recupero di spazi oggi inutilizzati e sulla loro trasformazione in nuove opportunità economiche. È questa la linea tracciata dalla sindaca Silvia Salis, che ha annunciato un piano di rigenerazione capace di coinvolgere almeno trenta aree distribuite in diverse zone della città.
L’obiettivo è intervenire su porzioni di territorio che rappresentano l’eredità del passato industriale genovese: luoghi un tempo centrali per la produzione e lo sviluppo urbano, ma oggi spesso abbandonati o sottoutilizzati. Si tratta di spazi collocati in particolare nelle vallate del Polcevera e del Bisagno, oltre che nel ponente cittadino, contesti dove la crescita industriale del Novecento ha lasciato un’impronta ancora evidente.
Obiettivi e strumenti
“Abbiamo lavorato con l'urbanistica, abbiamo identificato 30 aree che vanno riutilizzate, rigenerate. Gli strumenti che utilizzeremo sono la legge regionale 23 del 2018, le opportunità che dà la zona logistica semplificata e poi un uso temporaneo, quindi una modifica temporanea del PUC per attrarre investimenti su queste aree che possono essere rigenerate".
Consumo di suolo e spazi disponibili
“Il tema sempre è quello del consumo suolo zero, è un tema molto caro all'Europa però è caro a noi ma il nostro tema è che lo spazio non lo abbiamo, quindi dobbiamo trovarlo in quei luoghi dove prima c'erano centri industriali o anche centri abitativi e ormai non sono più utilizzati, quindi dare spazio ad attività produttive e cercare di creare posti di lavoro”.
Ruolo strategico per la città
“È un buon lavoro che il Comune di Genova può fare per dare un servizio importante non solo al porto ma a chiunque voglia fare insediamenti nuovi in città.
Sono spazi, come dicevo prima, di diverso genere che sono stati selezionati soprattutto anche per il loro posizionamento e quindi per essere appetibili ed essere vicini alle vie di collegamento”.
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