Riforma dei porti, il PD ligure attacca: “Accentramento che svuota i territori, Bucci prenda posizione”

di Luca Pandimiglio

“La Liguria è una regione portuale – ricorda Natale – con realtà fondamentali come porto di Genova, di Savona-Vado e della Spezia. Le risorse devono essere utilizzate per rilanciare la portualità ligure, non per finanziare strutture centralizzate

“Una riforma che accentra e svuota i territori” questa l'opinione del Partito Democratico ligure. Una riforma che rappresenterebbe un accentramento delle decisioni strategiche sulla portualità, sottraendo ruolo e autonomia ai territori. Nel mirino la nascita della nuova società “Porti d’Italia”, partecipata dal Ministero delle Infrastrutture e dal MEF, che insieme ai dicasteri definirebbe investimenti e linee strategiche attraverso accordi di programma.

“È necessaria una sinergia nazionale – sottolinea il consigliere regionale del PD Davide Natale – ma non si può sostituire la pianificazione territoriale sulle scelte fondamentali dei singoli sistemi portuali. Non è pensabile che manutenzioni straordinarie e infrastrutture vengano decise a livello governativo, escludendo di fatto i territori”.

Tra i punti più contestati c’è la gestione delle entrate generate dai porti: tasse su carico e scarico merci, ancoraggi e quote delle concessioni. Secondo Natale, fino all’85% delle entrate derivanti dalle concessioni dei terminalisti potrebbe confluire in un fondo nazionale, lasciando sui territori solo il 15%. “Non condividiamo che una parte così consistente delle entrate generate localmente venga sottratta per confluire in un fondo nazionale”, afferma il PD. Critiche anche all’ipotesi che il Ministero dell’Economia utilizzi gli avanzi di amministrazione delle Autorità di sistema portuale per costituire la nuova società, risorse che – secondo le opposizioni – dovrebbero finanziare investimenti attesi da imprese, lavoratori e amministrazioni locali.

Altro nodo centrale riguarda la programmazione strategica. Con la riforma anche il documento di pianificazione verrebbe redatto in sinergia con il Governo, mentre il segretario dell’Autorità portuale sarebbe nominato con il parere del Ministero. Un rafforzamento del ruolo centrale che, secondo Natale, rischia di “svuotare” le Autorità di sistema, relegandole alla sola ordinaria amministrazione. Le ricadute potrebbero riguardare anche il mondo del lavoro: “Se non hai più la possibilità di pianificare e programmare, anche le imprese avranno difficoltà a farlo. Senza certezze sulle risorse che arriveranno sul territorio, diventa complicato dare risposte concrete al tessuto produttivo e quindi all’occupazione”.

Il PD chiede al presidente Marco Bucci di assumere una posizione chiara in sede politica e nella Conferenza Stato-Regioni. “La Liguria è una regione portuale – ricorda Natale – con realtà fondamentali come porto di Genova, di Savona-Vado e della Spezia. Le risorse devono essere utilizzate per rilanciare la portualità ligure, non per finanziare strutture centralizzate di cui non si avverte l’esigenza”. “Se il presidente rivendica maggiore autonomia e sostiene che le risorse dei porti debbano restare sui territori – conclude il Gruppo PD – non può avallare una riforma che va nella direzione opposta. In caso contrario, le sue parole rischiano di restare solo dichiarazioni di principio”.

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