Restrizioni su un'impalcato in via Fea: conseguenze per Amiu e Amt

di c.b.

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Restrizioni su un'impalcato in via Fea: conseguenze per Amiu e Amt

Nuove restrizioni per un altro impalcato stradale a Genova. Dopo le verifiche avviate seguendo le linee guida del Ministero dei Trasporti, sono emerse possibili criticità in un tratto di via Leonardo Fea, sulle alture di Marassi. La decisione porterà al divieto di transito per i mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate, salvo deroghe specifiche.

La limitazione riguarda poche decine di metri di carreggiata, proprio davanti all’ingresso dell’asilo Montale, ma l’impatto sulla viabilità del quartiere rischia di essere significativo. L’area viene infatti utilizzata dai mezzi pesanti attraverso il percorso ad anello formato da via Fea e via Loria. Con il nuovo provvedimento, il circuito sarà interdetto fino a quando l’impalcato non verrà ritenuto nuovamente sicuro, tramite ulteriori monitoraggi o più probabilmente grazie a un intervento di manutenzione straordinaria.

Le principali conseguenze interesseranno i camion di Amiu per la raccolta dei rifiuti e gli autobus Amt della linea 356. “Abbiamo effettuato un sopralluogo – ha spiegato il presidente del Municipio, Fabrizio Ivaldi –. I cassonetti saranno riposizionati, mentre per il trasporto pubblico stiamo studiando soluzioni alternative”.

Tra le ipotesi al vaglio c’è una modifica temporanea del percorso degli autobus per evitare l’isolamento del complesso del Biscione. I mezzi potrebbero percorrere normalmente via Loria fino alla seconda fermata di via Fea, effettuare inversione di marcia in una piazzola oggi utilizzata come parcheggio e poi rientrare verso valle passando da levante. Tuttavia restano criticità legate alla sicurezza della manovra, in particolare nella curva sotto via Fratelli Cervi, dove i bus rischierebbero di trovarsi contromano. Gli uffici tecnici e Amt stanno quindi valutando la soluzione definitiva, attesa nei prossimi giorni.

La situazione si inserisce in un quadro più ampio di emergenza infrastrutturale nel territorio genovese. Nel Municipio Bassa Val Bisagno è ancora aperta la vicenda dell’impalcato di via Donaver, sulle alture di San Fruttuoso, mentre recentemente è stata introdotta una limitazione di portata anche sul ponte Serra, tra piazza Romagnosi e piazza Carloforte. In quest’ultimo caso il limite fissato è di 20 tonnellate, consentendo comunque il passaggio dei bus Amt.

L’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Ferrante, ha parlato di una situazione destinata a produrre nuove ordinanze nei prossimi mesi. Secondo il censimento aggiornato, a Genova esistono 673 tra ponti, viadotti e impalcati, e circa il 30% presenterebbe criticità strutturali. Il fabbisogno economico stimato per affrontare il problema ammonta a 1,8 miliardi di euro in cinque anni.

Ferrante ha sottolineato come il Comune non disponga delle risorse necessarie e abbia indicato nei 108 milioni residui dell’accordo con Autostrade per i risarcimenti del ponte Morandi una possibile fonte di finanziamento. Entro il 30 giugno dovrebbero concludersi tutte le ispezioni previste, mentre successivi monitoraggi serviranno a stabilire se le limitazioni adottate siano adeguate o eccessivamente prudenti. Solo dopo questa fase potranno partire gli interventi di messa in sicurezza.

Sul fronte economico, l’Autorità portuale ha già stanziato 4 milioni di euro per completare le verifiche, considerato che molte opere considerate critiche sorgono lungo le direttrici strategiche per il porto. La Regione aveva invece promesso altri 5 milioni, subordinandoli però alla presentazione di progetti che al momento non sono ancora stati elaborati. Per le sole attività di monitoraggio servirebbero circa 10 milioni di euro, cifra oggi non interamente coperta.

Nel frattempo le restrizioni alla circolazione continuano ad aumentare in varie zone della città, alimentando timori soprattutto per arterie strategiche come corso Europa. La cosiddetta Pedemontana, costruita quasi interamente su viadotti e impalcati, rappresenta uno dei punti più delicati: eventuali limitazioni potrebbero avere pesanti ripercussioni non solo sul traffico cittadino, ma anche su quello extraurbano. Per questo asse il Comune stima già un fabbisogno di circa 5 milioni di euro destinati a ispezioni, monitoraggi strutturali e progettazioni prioritarie.

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