Regionali 2020, Toti sicuro di vincere: "Forza Italia con me? Se esisterà ancora..."

di Fabio Canessa

Il presidente dopo l'addio a Berlusconi: "Dimissioni? Per me già formalizzate"

Giovanni Toti non teme gli effetti della scissione in Liguria. Quando gli ricordano che nel 2015 Raffaella Paita perse le regionali perché il centrosinistra si presentò diviso, lui tira dritto: "Non ho assolutamente paura e sono certissimo che la capacità di questa amministrazione e l'energia con cui è stata gestita la crisi, i risultati e i successi che ci hanno riconosciuto i liguri sono un biglietto da visita che nessuno può pensare di mettere in discussione".

L'addio del governatore ligure a Forza Italia non ha bisogno di comunicati stampa. "Quando formalizzerò le dimissioni dal partito? Le ritengo già formalizzate, francamente non potrebbero essere più esplicite di così". Però, assicura, nessun rancore. Nessuna tessera da stracciare: "Ci mancherebbe, non ho mai stracciato niente, sono tutti bei ricordi. Forza Italia e poi il Pdl hanno fatto cose importanti per questo paese, spiace solo che in questa fase di declino non sia stato all'altezza dei suoi anni migliori".

Il tour 'Cambiamo Insieme' comincerà "a settembre, ora non vorrei sembrare asfissiante agli italiani nell'unica settimana di vacanza che le persone possono permettersi" e partirà "da Matera", capitale europea della cultura, "per girare tutte le città d'Italia con tutti gli amici che vogliono cambiare il centrodestra".

Ma poi, oltre ai progetti nazionali che mirano dritti a entrare in un governo targato Salvini, ci saranno appunto le elezioni in Liguria. Forza Italia sosterrà la sua candidatura? "Immagino di sì, ammesso che esista ancora quando andremo a votare", chiosa con un mezzo sorriso. In realtà il rischio c'è, perché a Ponente, per esempio, abita un tale Claudio Scajola che di voti ne muove tanti, e che a divorziare da Berlusconi non ci pensa proprio. Il presidente taglia corto: "Chi vorrà ci sarà, chi non vorrà non ci sarà. Ma questa amministrazione sarà quella che governerà la Liguria anche nei prossimi cinque anni".

Per ora in via Fieschi non succederà nulla. Claudio Muzio, l'unico fedele a Berlusconi in consiglio regionale, ha confermato che rimarrà in Forza Italia: "Non cambio casacca". Però non ci saranno emorragie in maggioranza: "Il sostegno al presidente Toti non mancherà da parte mia, lui è stato e rimane un ottimo presidente". Se la frangia degli 'ortodossi' farà parte della coalizione nel 2020 o meno "non dipende da me - risponde - ma è evidente che politicamente abbiamo punti di vista diversi".

Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia in Regione, si è preso le vacanze con una giornata di anticipo. È sicuro che lascerà il partito per seguire quello di Toti, resta da capire se abbandonerà anche il gruppo per aggregarsi a Lilli Lauro, eletta con la lista del presidente. La quale è sempre iscritta a Forza Italia, ma ancora per poco: "Ricordatevi da dove vengo io: devo tutto agli arancioni di Biasotti, alle liste civiche, siamo confluiti nel Pdl e poi in Forza Italia, ma domani è un altro giorno".

Gli avversari guardano in silenzio e provano a organizzarsi. "Il dato politico è che Toti lascia Forza Italia e vira a destra. Si mette ancora di più nelle mani di Salvini, oggi è un suo ostaggio", rileva il capogruppo del Pd, Giovanni Lunardon. Una candidatura 'moderata' come quella vociferata di Annamaria Furlan, segretario nazionale della Cisl, a questo punto farebbe poco gioco. Nel Movimento 5 Stelle, per ora, l'unica alleanza che si prospetta è quella con liste civiche. "Lo scenario è aperto", si limita a dire Alice Salvatore. Forse non ha torto.

Fabio Canessa