Referendum, a Genova presentate le “10 ragioni per il No” alla riforma Nordio
di Stefano Rissetto
Prof. Gialuz: "Con questa riforma la politica controllerà la magistratura. Un problema non per i magistrati, ma per i cittadini"
A Genova il Comitato territoriale “Giusto dire No” ha presentato oggi le dieci motivazioni per votare No al referendum sulla riforma della giustizia proposta dal ministro Nordio. L’iniziativa, guidata dalla presidente Alessandra Galli, coinvolge magistrati in servizio e in pensione, avvocati, professori universitari e cittadini, e conta già circa 300 iscritti.
Il comitato, definito apolitico, organizzerà incontri nei circoli, cinema, chiese e parrocchie da Genova a Imperia, passando per Savona e La Spezia, in una sorta di “porta a porta” per spiegare ai cittadini i rischi della riforma. Secondo Galli, la separazione delle carriere dei magistrati esiste già di fatto, e la nuova normativa metterebbe a rischio l’indipendenza e l’imparzialità della magistratura senza risolvere i problemi esistenti.
Tra i membri del gruppo figurano i professori universitari Riccardo Ferrante, Mitja Gialuz (nella foto) e Vincenzo Roppo e i magistrati Andrea Ranalli, Paola Faggioni e Roberto Braccialini. Il comitato lavorerà in sinergia con la sezione ligure dell’Anm, presieduta dal sostituto procuratore Federico Manotti.
"La riforma Nordio - sottolinea Gialuz, ordinario di procedura penale - è impacchettata come separazione delle carriere, ma in realtà, quando apriranno il pacco, i cittadini troveranno qualcosa di molto diverso. La politica controllerà la magistratura. Un problema non per i magistrati, ma per i cittadini. Perché i giudici non indipendenti non potranno riconoscere diritti ai cittadini: fine vita, lavoro, coppie dello stesso sesso"
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