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Rapporto mafie, la provincia di Imperia è roccaforte della 'ndrangheta reggina

di Edoardo Cozza

Nella relazione del secondo semestre 2020 si confermano ramificazioni dei clan tra Ventimiglia e Bordighera. Le dichiarazioni dell'ex prefetto Intini

"La provincia di Imperia è roccaforte della 'ndrangheta reggina". È quanto afferma la relazione antimafia, relativa al secondo semestre 2020. "Il dato giudiziario ormai definitivo - si legge - conferma l'operatività sia del 'locale' di Ventimiglia facente capo ai Marcianò di Delianuova (Reggio Calabria) espressione delle cosche Piromalli e Mazzaferro, sia del sottogruppo di Bordighera rappresentato dalle famiglie Barilaro-Pellegrino proiezione dei Santaiti-Gioffrè di Seminara (RC)".

Nella sezione dedicata alla provincia di Imperia si leggono, inoltre, le dichiarazioni del prefetto uscente di Imperia, Alberto Intini, secondo il quale la 'ndrangheta in provincia di Imperia agisce "attraverso modalità di azioni criminali di basso profilo, poco avvertibili dalla società civile, senza ricorrere, per quanto possibile, a condotte di natura violenta, dimostrando, tuttavia, capacità relazionali con il mondo politico, imprenditoriale, economico ed associativo". Secondo il rappresentante di governo, "non sono comunque mancati, nel corso degli anni, episodi particolarmente cruenti maturati negli ambienti della criminalità calabrese, così come non è stato certamente accantonato il ricorso all'incendio di mezzi ed attività commerciali che rimane, per la sua pregnanza simbolica, una delle modalità privilegiata di affermazione del controllo del territorio". In ogni caso, le attività delinquenziali poste in essere sono per lo più "relative al traffico di stupefacenti. In talune realtà territoriali circoscritte, le estorsioni parrebbero condizionare tuttora le dinamiche commerciali, con particolare riferimento ai settori della ristorazione, del turismo balneare, del commercio ambulante, mentre importanti settori economici si ritiene operino se non in regime di monopolio, quantomeno di predominanza: l'edilizia, ovvero le grandi opere ed, in genere, la movimentazione terra, è fortemente condizionata".

Conclude Intini: "Non va sottaciuto, inoltre, come i settori dello smaltimento dei rifiuti, dei residui ferrosi e, più in generale, del variegato comparto dei servizi ecologici e delle fonti rinnovabili, siano considerati strategici dalla criminalità che ne coglie un'opportunità per ricavarne illeciti profitti".