Radar - Tunnel subportuale e Carlo Felice: le verità di Marco Bucci
di Redazione
Il tunnel sub-portuale di Genova è tornato al centro del dibattito pubblico durante una recente puntata di Radar, dove il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha fatto il punto su un’opera destinata a cambiare profondamente la città.
Si tratta di un progetto che affonda le sue radici più di vent’anni fa, pensato per collegare rapidamente il levante e il ponente senza congestionare il traffico urbano. L’idea è quella di spostare una parte consistente della circolazione sotto terra, alleggerendo la pressione sulle principali arterie cittadine. A rendere possibile la realizzazione è stata anche una tragica occasione: i fondi di compensazione legati al Crollo del Ponte Morandi, che hanno permesso di finanziare una serie di interventi infrastrutturali strategici.
Dal punto di vista tecnico, il tunnel sarà composto da due gallerie distinte, ciascuna con tre corsie per senso di marcia. Il percorso partirà dall’area di San Benigno, vicino alla Lanterna, e arriverà fino alla Foce, nella zona di via Brigate Partigiane. È prevista anche un’uscita intermedia in corrispondenza di Madre di Dio, già oggi nodo importante per la viabilità cittadina. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non sarà un tunnel immerso nell’acqua, ma scavato nella roccia, esattamente come avviene per le gallerie in montagna.
Per quanto riguarda tempi e costi, l’investimento complessivo supera il miliardo di euro, con circa 950 milioni coperti dai ristori post-Morandi. I lavori richiederanno diversi anni: prima la costruzione della talpa meccanica necessaria allo scavo, poi circa due anni per realizzare le gallerie e altri due per completare tutte le infrastrutture interne. L’obiettivo indicato è arrivare all’apertura intorno al 2031, anche se molto dipenderà dagli inevitabili imprevisti tecnici.
L’impatto sulla città potrebbe essere significativo. Il tunnel permetterà di ridurre il traffico in superficie, migliorare la scorrevolezza e diminuire l’inquinamento. La sopraelevata, almeno inizialmente, non verrà toccata: resterà in funzione fino a quando il tunnel non sarà completato e testato. Solo allora si deciderà se mantenerla, modificarla o eliminarne alcune parti.
Non si tratta però solo di viabilità. Secondo Bucci, l’opera potrebbe avere effetti anche sul mercato immobiliare e sull’attrattività complessiva della città. In combinazione con il Terzo Valico, Genova potrebbe diventare molto più accessibile da città come Milano e Torino, favorendo nuovi investimenti e un possibile aumento dei valori immobiliari, oggi ancora relativamente bassi rispetto ad altre grandi realtà italiane.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza. Le tecnologie moderne prevedono uscite di emergenza frequenti, sistemi avanzati di ventilazione e controlli sui veicoli in ingresso. Inoltre, il tunnel sarà gratuito e, una volta completato, passerà sotto la gestione del Comune, che si occuperà della manutenzione.
Come spesso accade a Genova, il progetto divide. Il presidente ha richiamato il tipico “mugugno” genovese, sottolineando però come molte opere inizialmente contestate vengano poi apprezzate una volta realizzate.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche della situazione economica del Teatro Carlo Felice, alle prese con un bilancio in difficoltà. Il nodo principale riguarda la valutazione di alcune scenografie acquistate, il cui valore è ancora oggetto di verifica. Nonostante questo, le istituzioni hanno ribadito l’impegno a sostenere il teatro, considerato un punto di riferimento culturale per la città.
Il messaggio finale è stato chiaro: al di là delle polemiche, ciò che conta davvero per i cittadini sono i servizi. Trasporti efficienti, città pulita e offerta culturale di qualità sono gli elementi che fanno la differenza nella vita quotidiana. Il tunnel sub-portuale si inserisce proprio in questa prospettiva, come una scommessa sul futuro di Genova e sulla sua capacità di affrontare le sfide dei prossimi anni.
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