Presunto dossier sul Secolo XIX, Bucci: "Nessuna pressione, solo un equivoco"

di R.S.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il materiale sarebbe arrivato fino al presidente Bucci e sarebbe stato inviato all’editore del quotidiano

È scoppiata una polemica politica e istituzionale in Liguria dopo la diffusione della notizia di un presunto dossier realizzato dallo staff del presidente della Regione Marco Bucci sul lavoro dei giornalisti del quotidiano genovese Il Secolo XIX. Sulla vicenda si muovono ora sia la magistratura sia l’Ordine dei giornalisti, mentre dalle opposizioni arrivano richieste di chiarimenti e dimissioni.


Il presidente della Regione Liguria ha però respinto con decisione le accuse. In una conferenza stampa, Bucci ha negato che il suo staff abbia mai realizzato dossier sui giornalisti del quotidiano, sostenendo che si sia trattato esclusivamente di comunicazioni personali con il direttore del giornale. “Qualcuno mi ha paragonato a Benito Mussolini: siamo un po’ distanti, se non altro per la barba”, ha dichiarato, aggiungendo che il paragone gli sembra “un po’ esagerato”, pur ribadendo che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni.


Bucci ha spiegato che i messaggi inviati riguardavano esclusivamente un confronto diretto con il direttore del giornale. “Sono stati messaggi personali al direttore, non sono dossier”, ha affermato, sottolineando che si trattava di osservazioni sugli articoli pubblicati e sui temi ritenuti rilevanti. Secondo il presidente, il dialogo con Brambilla sarebbe iniziato nell’ottobre 2024, quando il direttore è arrivato a Genova, con l’idea di scambiarsi feedback sul lavoro del giornale.


“È un diritto di tutti i cittadini rivolgersi a un direttore e dire che non sono d’accordo su un punto”, ha aggiunto Bucci, spiegando che avrebbe potuto criticare pubblicamente alcuni articoli ma ha preferito evitare per non lanciare “un bruttissimo messaggio da parte di una persona con un ruolo pubblico”.


Il governatore e il suo portavoce hanno inoltre smentito che questi messaggi siano mai stati inviati all’editore del Secolo XIX. Secondo Bucci, il cosiddetto “dossieraggio” sarebbe dunque soltanto “un rapporto tra il sottoscritto e il direttore sulle cose che noi consideriamo importanti e quelle che lui considera importanti”, sostenendo che tutta la documentazione del confronto esisterebbe.


Il caso era divampato in mattinata. Secondo quanto riportato da diversi quotidiani, durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Genova sarebbe stato predisposto un report interno che analizzava in modo dettagliato l’attività della redazione del giornale. Nel documento sarebbero stati esaminati articoli, titoli, fotografie e perfino il numero di righe dedicate ai diversi candidati, con l’obiettivo di verificare una presunta mancanza di imparzialità a favore di Silvia Salis, poi eletta sindaca.


Il dossier avrebbe riguardato diversi cronisti e avrebbe incluso un confronto tra lo spazio riservato ai candidati, tra cui Pietro Piciocchi per il centrodestra. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il materiale sarebbe arrivato fino al presidente Bucci e sarebbe stato inviato all’editore del quotidiano, Pierfrancesco Vago, executive chairman di MSC, con indicazioni su come rendere la linea del giornale più equilibrata. In un documento citato dalle ricostruzioni si suggeriva, tra l’altro, di pubblicare interviste a esponenti nazionali del centrodestra e di raccontare i cambiamenti avvenuti a Genova negli ultimi anni.


Il portavoce del governatore, Federico Casabella, ha respinto l’ipotesi di dossieraggio, spiegando che si sarebbe trattato di semplici rassegne stampa. “È stato lo stesso direttore Brambilla a chiedercele”, ha dichiarato ai quotidiani.


Il direttore del Secolo XIX, Michele Brambilla, ha però presentato un esposto in Procura e una denuncia per diffamazione aggravata. La Procura di Genova ha quindi aperto un fascicolo d’indagine, al momento contro ignoti, mentre l’Ordine dei giornalisti della Liguria ha avviato un’istruttoria e ha ascoltato lo stesso Brambilla nel corso di un’audizione.


La vicenda ha subito provocato la reazione delle opposizioni. Il segretario del Pd ligure Davide Natale e il capogruppo in Consiglio regionale Armando Sanna parlano di un comportamento “incompatibile con la democrazia” e chiedono al presidente Bucci di chiarire quanto accaduto in Consiglio regionale. “Costruire dossier sui giornalisti e segnalarli agli editori non è comunicazione istituzionale”, ha aggiunto il segretario del Pd di Genova Francesco Tognoni.


Anche dal Movimento 5 Stelle arriva una richiesta di dimissioni. Il capogruppo al Senato Luca Pirondini sostiene che, se confermate, le notizie descriverebbero “un sistema di pressione costruito dentro un ufficio pubblico per controllare e condizionare il lavoro di una redazione”.


Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex ministro della Giustizia e consigliere regionale Andrea Orlando, che ha espresso solidarietà alla redazione del quotidiano. Orlando ha parlato di una notizia “gravissima” che, se confermata, rappresenterebbe “un vulnus inaccettabile per la libertà di informazione”.

Invece dal centrodestra regionale arrivano prese di posizione a difesa del presidente. I gruppi civici in Consiglio regionale — Matteo Campora e Federico Bogliolo per Vince Liguria, insieme a Marco Frascatore e Walter Sorriento di Orgoglio Liguria – Bucci Presidente — parlano di “attacchi disperati” da parte della sinistra. In una nota sostengono che sia paradossale trasformare in caso politico quello che definiscono un semplice lavoro di rassegna stampa, accusando l’opposizione di usare “due pesi e due misure” e di alimentare polemiche nel tentativo di indebolire una maggioranza regionale che, a loro dire, resta solida. I consiglieri esprimono inoltre fiducia nel lavoro del portavoce Casabella e del suo staff.


Sulla stessa linea anche la Lega Liguria, secondo cui si starebbe tentando di costruire artificialmente un caso politico partendo da una dinamica che rientrerebbe nei normali rapporti tra istituzioni e informazione. Per il partito si tratterebbe di un confronto legittimo tra un presidente di Regione e la direzione di un giornale quando ritiene che la propria posizione o quella della parte politica che rappresenta siano descritte in modo distorto. La Lega parla quindi di una “versione distorta” della vicenda e respinge l’idea di un dossieraggio, sottolineando che il termine richiama situazioni ben più gravi. Nella nota il partito esprime piena solidarietà a Bucci e al suo staff e critica la rapidità con cui, a suo dire, una parte della sinistra si sarebbe mobilitata senza verificare i fatti.


Più istituzionale la posizione del presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, che ha invitato ad attendere gli accertamenti della magistratura dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Genova. Balleari ha espresso fiducia nel lavoro degli inquirenti affinché venga fatta piena luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile, sottolineando allo stesso tempo la necessità di tutelare l’onorabilità delle istituzioni liguri finché le responsabilità non saranno chiarite. Il presidente dell’assemblea ha inoltre manifestato solidarietà al portavoce Casabella e allo staff del presidente Bucci.

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