Mobilità in Valbisagno, a metà marzo lo studio del Politecnico: sul tavolo anche l’ipotesi cabinovia
di R.P.
Robotti: "La proposta sarà illustrata pubblicamente e condivisa con il territorio". Avvenente: "I piloni di una cabinovia non sarebbero trasparenti"
Entro metà marzo verrà presentato pubblicamente lo studio sulla mobilità in Valbisagno realizzato dal Politecnico di Milano, documento che dovrebbe indicare tra le possibili soluzioni anche una cabinovia urbana. L’annuncio è arrivato in consiglio comunale dall’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Pietro Piciocchi, esposta in aula da Mauro Avvenente (Vince Liguria).
“Entro metà marzo la proposta sarà illustrata pubblicamente e condivisa con il territorio e con i municipi coinvolti”, ha spiegato Robotti, sottolineando che prima della presentazione ufficiale non è utile entrare nel merito delle singole ipotesi.
Secondo l’assessore, lo studio conterrà anche un’analisi della domanda di trasporto nella vallata, elemento decisivo per valutare quale infrastruttura sia più adatta. “Verrà stimato il numero di persone che devono spostarsi in Valbisagno: sulla base di quei dati si potrà capire se funivia, metropolitana, tram o altre soluzioni possano davvero rispondere ai bisogni della valle”.
Sull’ipotesi cabinovia non mancano però le perplessità dell’opposizione. Avvenente ha espresso dubbi sia sulla scelta della soluzione sia sull’affidamento dello studio al Politecnico di Milano. “La cabinovia non sarà sospesa nel vuoto – ha osservato – ma richiederà piloni e infrastrutture visibili sul territorio”.
Robotti ha evitato commenti su indiscrezioni e rendering circolati nelle ultime settimane, ma ha preso le distanze dal progetto dello Skymetro, già discusso negli anni scorsi. “Era un intervento non completamente finanziato e neppure cantierabile”, ha detto, aggiungendo che l’obiettivo dell’amministrazione è trovare “una soluzione di mobilità sostenibile per la vallata basata su uno studio complessivo”.
Le parole dell’assessore hanno provocato la replica di Avvenente, che ha difeso il lavoro svolto negli anni passati: “Trovo scorretto svalutare i progetti precedenti. Chiederemo una commissione consiliare per capire perché si dice no allo Skymetro e perché si punta invece sulla funivia”.
Tra i modelli di riferimento citati negli studi preliminari c’è il Câble C1 dell’area metropolitana di Parigi, attualmente la funivia urbana più lunga d’Europa. L’ipotesi allo studio potrebbe prevedere anche estensioni verso le zone collinari della valle, come il Biscione e la pineta di Forte Quezzi.
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