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Poste, uffici chiusi in molti quartieri. E domani scatta il pagamento delle pensioni

di Marco Innocenti

La preoccupazione di molti anziani

Soprattutto dopo l'annuncio che le pensioni dei prossimi mesi verranno pagate in anticipo ma con lo scaglionamento degli accessi in base alla lettera del proprio cognome, si sono fatte sempre più frequenti le chiamate di quei tanti pensionati che, abituati a recarsi in Posta per ritirare la pensione in contanti, hanno trovato spesso gli uffici postali chiusi nel proprio quartiere.

Pur ribadendo sempre l'invito a non uscire di casa se non sussistono motivi d'urgenza, è comprensibile la preoccupazione dei pensionati che temono di trovare gli uffici chiusi anche da domani, 26 marzo, quando inizieranno i pagamenti delle pensioni con le lettere A e B. Quasi impossibile mettersi in contatto con la Direzione generale ma, sul sito posteitaliane.it, è possibile trovare una nota che annuncia le misure decise dall'azienda: "Continua ad essere garantito - scrive Poste Italiane - il servizio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto della tutela della salute dei propri lavoratori e di tutti i cittadini".

Questo verrà fatto "con un numero omogeneo di Uffici Postali aperti in proporzione agli abitanti di ciascun Comune; saranno dunque contingentate le aperture pomeridiane degli Uffici aperti su doppio turno e di quelli aperti solo al mattino. Inoltre, nei Comuni con un unico Ufficio Postale, l’apertura avverrà a giorni alterni. I cittadini saranno informati sulle novità, come di consueto, tramite gli avvisi affissi all’esterno degli Uffici".

Per ricevere informazioni, compreso l'indirizzo dell'ufficio aperto più vicino, è attivo il numero verde 800 00 33 22. Una volta presa la linea, la voce guida richiede di premere il tasto '4', anche se l'attesa può prolungarsi e non poco. 

 

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