Portofino, recuperati due quintali di reti fantasma sul fondale
di Alessandro Bacci
Sei giorni di operazioni per la nave Blue Panda del WWF per liberare gorgonie, coralli e altre specie marine avvolti dalle lenze
La Blue Panda ha quasi terminato la sua prima tappa del viaggio nel Mediterraneo ed è pronta a lasciare il porto di Santa Margherita Ligure dove ha scaricato oltre due quintali di reti e attrezzi fantasma pescati in sei giorni di attività nell'area marina protetta di Portofino, in particolare nella zona tra Portofino e Punta Chiappa.
La squadra della barca ambasciatrice del WWF ha impiegato complessivamente più di 30 ore per liberare gorgonie, coralli, alcuni completamente avvolti dalle lenze, e altre specie marine. Proprio sulle ghost gear si focalizza la missione della Blue Panda, tornata a navigare dopo un anno di stop e che toccherà alcune aree marine protette del Mediterraneo di Italia, Croazia, Francia, Grecia, Spagna, Turchia e Tunisia.
Il WWF denuncia come il Mar Mediterraneo sia uno dei mari del mondo con i livelli più elevati di inquinamento da plastica: il 95% dei rifiuti presenti in mare aperto, sul fondale marino e sulle spiagge è plastica. Ma l'inquinamento da attrezzi fantasma è forse il più mortale: ogni minuto una tonnellata di questi materiali è persa o abbandonata in mare. Il 5,7% di tutte le reti da pesca, l'8,6% delle trappole e nasse e il 29% di tutte le lenze usate globalmente sono perse o abbandonate in mare.
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