Porto di Genova, Giampaolo Botta: "Maggio e giugno saranno ancora più duri"
di Marco Innocenti
Così il dg di Spediporto dopo l'annuncio del calo del 25% dei container nello scalo genovese
"I mesi di maggio e giugno saranno probabilmente molto più duri e severi di aprile a livello di numeri di traffico contenitori per il porto di Genova". Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, l'associazione degli spedizionieri genovesi commenta così le stime dell'Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale che per lo scalo parlano di un calo del 25% dei container dopo il 10% perso a marzo per l'effetto del lockdown per contrastare il Coronavirus. "Sul fronte delle importazioni continueremo a vedere una contrazione perché con le aziende chiuse gli ordini non sono partiti, quindi dalla Cina, che ha riavviato la produzione, non stanno caricando nulla - spiega Botta - Se anche domani le aziende riaprissero e ricominciassero a fare ordini di merce ci vorrà un mese e mezzo prima che arrivino, fra la messa in produzione, il carico e il viaggio per arrivare qui".
"Per l'export - prosegue Botta - invece è possibile che si ricominci a vedere movimento in 15-20 giorni se le aziende riaprono e possono iniziare a evadere gli ordini, che ci sono. C'era richiesta, era un momento favorevole prima che si fermasse il mondo. Dobbiamo ripartire con una rivoluzione delle abitudini e degli usi sociali e lavorative, ma non si può attendere. L'Asia sta tornando a produrre al 90%, ha rimesso in moto i propri motori produttivi. Se il lockdown europeo non va oltre il mese di maggio, anzi se nel mese di maggio si torna a lavorare, la crisi ci farà molto male e potrebbe comunque condannare questo paese ad una perdita di Pil importante nel 2020 ma probabilmente non ci ucciderà, anche se probabilmente, purtroppo, farà sparire una parte di attività più deboli".
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