Porticciolo di Nervi tra crepe e Posidonia, Finocchio (PD): «Ora servono verifiche e soluzioni»

di Luca Pandimiglio

"La Posidonia è una pianta fondamentale per la biodiversità marina ma oggi viene trattata come rifiuto speciale"

Momenti di preoccupazione al porticciolo di Nervi, dove nella giornata di martedì si sono verificate crepe e dislivelli sul molo, portando alla chiusura dell’area per motivi di sicurezza. A fare il punto della situazione è Serena Finocchio, consigliera del Partito Democratico nel Comune di Genova.

«Martedì purtroppo c’è stato un problema con il molo — spiega Finocchio — perché hanno iniziato a comparire crepe e cedimenti. Con la mareggiata di ieri la situazione è stata monitorata costantemente e, visti i problemi emersi, l’area è stata interdetta per garantire la sicurezza delle persone».

La consigliera sottolinea come l’amministrazione si sia attivata immediatamente dopo i primi segnali di criticità. «L’assessore Ferrante, appena ha visto questi cedimenti, ha disposto subito l’ordinanza di chiusura dell’area. Ora sono in corso tutti gli approfondimenti necessari per capire cosa sia successo e come intervenire nel modo migliore».

Accanto alla questione strutturale, resta aperto anche il tema della Posidonia, da tempo accumulata nell’area del porticciolo. Secondo Finocchio, il problema sarebbe legato anche al restyling avviato negli anni scorsi.

«Nel 2021 si era parlato di una riqualificazione del porticciolo di Nervi, con la realizzazione delle gradinate che hanno sostituito la vecchia piscina Massa. Oggi però a Levante siamo ancora senza una piscina e il nuovo assetto ha modificato l’equilibrio dell’area».

La consigliera spiega che proprio le nuove strutture avrebbero favorito il deposito della Posidonia sui gradoni. «La Posidonia è una pianta fondamentale per la biodiversità marina ma oggi viene trattata come rifiuto speciale. In realtà si potrebbe lavorare per essiccarla e riutilizzarla come fertilizzante, come facevano un tempo i pescatori. Smaltirla come rifiuto ha costi elevati, mentre il riutilizzo potrebbe rappresentare una risorsa».

Un fenomeno che, secondo Finocchio, si ripresenta ormai dopo ogni mareggiata. «È un problema costante sulle nostre coste. Probabilmente nel progetto di restyling non si è ragionato abbastanza sugli effetti delle correnti e dei moti ondosi dopo il cambiamento del porticciolo».

Per quanto riguarda invece il molo danneggiato, al momento non ci sono ancora tempi certi sugli interventi. «I tecnici stanno studiando la situazione e valutando le attività da affrontare. Siamo in continuo aggiornamento e in attesa di capire quali saranno i prossimi passi», conclude la consigliera.

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