Ponte Morandi, dopo il maltempo è corsa per la demolizione

di Fabio Canessa

Venerdì mattina giù 36 metri di impalcato, ecco le super fondazioni per le torri di supporto

Ponte Morandi, dopo il maltempo è corsa per la demolizione

Si lavora a ritmo serrato sul moncone ovest di Ponte Morandi in vista del primo atto 'teatrale' della demolizione. La scadenza è tassativa, e il commissario Bucci non ammette ritardi: venerdì mattina dovrà essere calato a terra il primo pezzo di impalcato, una trave lunga 36 metri che verrà prima tagliata e poi sollevata con gli 'strand jack', gli speciali pistoni che funzionano come un cric collegato a grossi cavi.

Da quanto riferisce l'associazione d'imprese dei demolitori, le condizioni meteo degli ultimi giorni, con piogge e forte vento, non sono state d'aiuto. Soprattutto il vento ha impedito la normale operabilità dei mezzi di sollevamento. A ponente sono stati assemblati a terra gli strand jack e le travi di supporto che saranno posizionate sul viadotto grazie a una gru della portata di 400 tonnellate, con un braccio di oltre 90 metri, appena le condizioni meteo lo permetteranno.

Nel frattempo sul ponte prosegue la rimozione delle carpenterie per permettere l’abbassamento dell’ impalcato tampone, e continua la demolizione dei giunti stradali per consentire il taglio dei denti di appoggio delle travi.

 A Ponente, secondo i dati forniti dai demolitori, sono state rimosse dall’impalcato oltre 2mila tonnellate di peso tra asfalto e new jersey (e non 3mila come aveva detto il sindaco Bucci martedì), mentre a levante sono stati effettuati i primi sopralluoghi tecnici sul viadotto. A terra sono state effettuate le prove di carico su piastra nelle aree dove andranno posizionate le torri di supporto.

Già da oggi (mercoledì) si prevede la realizzazione dei plinti di fondazione in cemento armato di 200 metri quadrati ciascuno dove verranno posizionate le torri che sono state preassemblate nei giorni scorsi in via Porro e via Fillak.