Ponte Morandi, Bagnasco: "Una tragedia che lascerà una cicatrice nel cuore"
di Redazione
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Il cardinale: "Non disperdiamo il patrimonio di fiducia, speranza e partecipazione"
"La tragedia del Ponte Morandi lascerà sempre una cicatrice nel nostro cuore. E' giusto così anche per stimolare la nostra responsabilità verso il futuro". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, incontrando la stampa con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti per il nuovo anno.
A proposito del crollo del viadotto sul Polcevera Bagnasco ha sottolineato che "l'anno trascorso è stato segnato", ma ha sottolineato anche la presenza di "realtà che non sono sogni belli ma anche in parte anche delle realtà avviate". "Spesso si sente parlare di sogni, di potenzialità - ha aggiunto Bagnasco -. E questo è giusto, necessario ed è bello. Però è necessario coniugare questa utopia verso il futuro con dei passi concreti. Mi pare ci siano, e su questa strada si continuerà certamente con l'apporto di tutti, che non è tecnico-costruttivo, ma innanzitutto tutti quanti noi dobbiamo in modo concreto non disperdere quel patrimonio di sentire comune, un patrimonio invisibile di fiducia, speranza, partecipazione e vicinanza, che tutti noi sentiamo e che è la condizione e la premessa per la realizzazione che tutti noi auspichiamo, a cominciare dal ponte".
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, ha ricordato oggi l'esperienza "purtroppo quasi esclusiva" genovese dei cappellani del lavoro nelle fabbriche cittadine. "Questa storia vogliamo continuarla con le nostre forze e capacità", ha spiegato sottolineando che ha "dato dei frutti buoni per il bene di tutti". Bagnasco ne ha parlato incontrando la stampa dopo il tradizionale incontro per l'anno nuovo con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Nella mattinata aveva incontrato il sindaco di Genova Giovanni Bucci e si era quindi in Prefettura.
"La storia della Regione Liguria è nota a tutti per la sua vicinanza, dagli anni 40, in modo particolare e capillare nel mondo del lavoro e nel mondo della società pubblica, con grande rispetto e con grande dedizione attraverso alcuni sacerdoti che sono cappellani nelle mondo delle fabbriche", ha ricordato Bagnasco. "E' una storia che purtroppo è quasi esclusiva di Genova nella nostra Italia - ha spiegato -. Dico purtroppo perché la bellezza di questa storia, che è rispettosa della Chiesa verso l'attualità pubblica e viceversa, mi pare nel tempo abbia dato, con i diversi arcivescovi con le diverse generazioni, dei frutti buoni per il bene di tutti". "Sono ormai al tredicesimo anno del mio ministero a Genova in questi anni - ha aggiunto il cardinale -. Ho trovato attenzione rispettosa con cui si è sempre dialogato in ordine al bene della città intera e della Liguria. Mi pare che la coscienza di appartenenza e la gioia di appartenere alla nostra città e alla nostra Regione stia crescendo, mi pare un'aria che sento ormai diffusa e di questo mi rallegro molto".v
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