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Paralisi autostrade, la cinese Cosco "scappa" dal porto di Genova

di Alessandro Bacci

Il colosso mondiale dello shipping Cosco invia una lettera agli stessi clienti in cui parla di "caos mai visto"

Con le autostrade liguri paralizzate a causa di lavori in corso, Tir che non riescono a raggiungere il porto di Genova e con i container fermi nei piazzali perché i clienti non possono ritirarli, il colosso mondiale dello shipping Cosco invia una lettera agli stessi clienti in cui parla di "caos mai visto" e sconsiglia quindi di utilizzare Genova per le spedizioni e usare porti alternativi come La Spezia, Ravenna, Trieste, Venezia. Il direttore generale di Cosco Shipping lines Italy, Marco Donati, in un colloquio col Sole 24 Ore spiega: "È la prima volta che ci troviamo a gestire una simile emergenza, con i camion che non riescono a entrare nel porto, con il casello di Genova Ovest bloccato nelle ore cruciali, con i container fermi da giorni sui piazzali perché il cliente non può ritirarli e con i terminalisti che non fanno sconti ma al contrario intendono essere pagati anche se il container resta fermo per cause di forza maggiore. Quello che sta accadendo a Genova è molto pericoloso, perché se un cliente è costretto a spostarsi altrove, non è scontato che in futuro possa tornare indietro". La cinese Cosco è presente a Genova dal 1963, ha una flotta di 800 navi ed è il terzo operatore mondiale dei container dopo la compagnia svizzera Msc (Mediterranean Shipping Company) e il leader del settore: la danese Maersk Line.

"Il livello di allarme è massimo, la situazione è sfuggita al Mit per incapacità disarmante a pianificare e Aspi è responsabile dell'incuria della rete che va avanti da anni". Lo afferma Giampaolo Botta, direttore di Spediporto, l'associazione degli spedizionieri genovesi commentando l'iniziativa del colosso dello Shipping, Cosco, che ha sconsigliato i clienti di servirsi del porto di Genova che sta perdendo operatività a causa dei cantieri in autostrada . "Serve una soluzione efficace con impiego di risorse e uomini con centinaia di persone al lavoro giorno e notte per chiudere in fretta i cantieri o il danno per Genova e il Nord-Ovest sarà incalcolabile", dice Botta. "Siamo amareggiati dal fatto che la situazione delle autostrade liguri sta portando i grandi gruppi a rivedere il loro posizionamento: prima il crollo del Morandi, ora i cantieri per la messa in sicurezza delle gallerie e dei viadotti. Purtroppo sta avvenendo quello che diciamo da tempo. Ci saranno danni grandissimi perché quando un operatore cambia il posizionamento su un porto farlo tornare indietro non è semplice". E il direttore di Spediporto sottolinea: " E se lo fa Cosco... un operatore radicato da tempo a Genova dove ha investito da decenni".