Paloschi a TN: "Quel Genoa - Roma 4-3 fu una partita storica. La spinta del pubblico ci portò a credere alla rimonta anche sotto di tre gol"
di Claudio Baffico
20 febbraio 2011. Al 64' di Genoa - Roma, mister Ballardini manda in campo Alberto Paloschi sul punteggio di 0-3. Una mossa della disperazione, ma dopo appena tre minuti l'attaccante lombardo riduce lo svantaggio. I padroni di casa ci credono, e Palacio accorcia ulteriormente le distanze. Il "Ferraris" diventa una bolgia, la Roma è alle corde, e ancora Paloschi ne approfitta per completare una rimonta impensabile. Ma non è ancora finita, perchè il guizzo di Palacio vale il definitivo 4-3, e rende indelebile una vittoria che assume ancora oggi connotati epici. Non può certo dimenticarla Alberto Paloschi, eroe per un giorno, che in esclusiva a Telenord racconta le emozioni di quell'incontro e della sua esperienza rossoblù.
Il tuo nome resta accostato a quella grande rimonta contro la Roma. Cosa ricordi di quell'incontro e quale fu la molla che vi fece credere a ribaltare il risultato?
"E' stata una partita storica perchè non capita tutti i giorni di essere sotto di tre gol e riuscire a vincere contro una grande squadra come la Roma. Importante per la squadra, ma anche per me, che riuscii a segnare due gol appena arrivato. La molla è stata la spinta del pubblico, che spingeva e ci credeva anche sotto di tre gol, e inconsciamente abbiamo pensato, perchè non dovremmo crederci anche noi?"
In quella squadra militavano grandi giocatori come Palacio, che fecero poi la fortuna di formazioni di alta classifica. Che tipo di organico era?
"In quella squadra c'erano tanti giocatori forti, Palacio era la punta dell'iceberg, ma ricordo elementi che mi impressionarono come Kaladze Dainelli. Il nostro segreto era il mix tra giovani e giocatori di esperienza, un organico forte, e non a caso raggiungemmo l'obiettivo della salvezza con assoluta tranquillità"
Alcuni giocatori come Criscito, Scarpi e Marco Rossi sono ancora al Genoa nelle vesti di allenatore, preparatore dei portieri e dirigente. Si intuiva già la loro predisposizione e il loro legame con l'ambiente rossoblù?
"Rappresentavano appieno la società del Genoa già allora, per la lunga militanza e per la storia che hanno scritto nelle annate da giocatori. Incarnano ancora oggi lo spirito dei genoani, seppure in ruoli diversi, ed è l'ambiente dove possono rendere al meglio, difendendo i colori rossoblù".
Hai qualche rimpianto nella tua esperienza al Genoa?
"Al Genoa restai solo sei mesi perchè poi mi riscattò il Milan. Rimpianti non ne ho in quanto ho sempre dato il massimo, ma ho ricordi bellissimi, non solo legati a Genoa - Roma, ma anche a tante altre partite, come i due derby vinti. Quella del Grifone è una piazza tanto esigente quanto importante, e quell'esperienza è valsa la pena di essere vissuta".
Non solo gioie per i tifosi rossoblù. Con la maglia del Chievo segnasti anche una tripletta e due doppiette al Ferraris, cosa ricordi?
"Mi è capitato di fare tanti gol a Marassi, probabilmente sarà stato casuale, ma quello stadio ti spinge a dare sempre di più, di arrivare al limite, sia quando sei beniamino che quando sei avversario. Segnai la mia prima tripletta a Genova, mi dispiace sia venuta proprio contro il Genoa, ma un attaccante lavora tutta la settimana per vivere giornate così, ma è stato davvero incredibile giocare in un ambiente così e respirare un'aria degna di un palcoscenico importante".
Per pochi anni alla Spal non sei stato allenato da De Rossi, ti sarebbe piaciuto?
"De Rossi è arrivato dopo poco che andai via. Sta facendo benissimo al Genoa, è stato un grandissimo giocatore e sta dimostrando di essere anche un ottimo allenatore. Ognuno vorrebbe essere allenato da lui, perchè è un tecnico da cui si possa imparare tanto e che ti migliora. L'esperienza che ha avuto in campo gli consente di dare consigli e indicazioni, e un giocatore è predisposto ad apprendere dalle sue conoscenze e dal suo bagaglio".
Come valuti la lotta salvezza? Il Genoa ce la farà?
"La vedo molto incerta. La Fiorentina la considero un'estranea, valutando l'organico di cui dispone. I punti iniziano a farsi pesanti, e le vittorie da qui in avanti avranno un peso determinante. Per il resto sarà una bagarre fino alla fine: ci sono squadre attrezzate, con maggior qualità, e altre abituate a lottare e a soffrire per questi obiettivi. Sarà difficile per tutti, ma resto convinto che il Genoa ce la possa fare".
Foto figurina Calciatori Panini
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