Ordine dei Giornalisti e Gruppo Cronisti Liguri: "Inaccettabile attacco"

di Redazione

Solidarietà dopo la nota del San Martino in seguito all'articolo sul Pronto Soccorso di Telenord

Ordine dei Giornalisti e Gruppo Cronisti Liguri: "Inaccettabile attacco"

L'Ordine dei giornalisti: "Espressioni gravi nei confronti del collega Michele Varì di Telenord"; il Gruppo Cronisti Liguri: "Inaccettabile attacco". Dopo la replica del Policlinico San Martino al servizio sulle condizioni del Pronto Soccorso dell'ospedale genovese, arriva la presa di posizione e la solidarietà al giornalista Michele Varì e a Telenord da parte dell'Ordine dei Giornalisti della Liguria e del Gruppo Cronisti Liguri.

Scrive l'Ordine in una nota divulgata sul suo profilo Facebook:

"L'Ordine dei Giornalisti della Liguria esprime sconcerto per un comunicato stampa diffuso da organi dirigenti della sanità regionale nel quale si usano espressioni gravi nei confronti del collega Michele Varí, autore di un'inchiesta corredata di un ampio servizio fotografico dal titolo "Malati abbandonati nei corridoi, così a San Martino muore la speranza" pubblicata sul sito di Telenord. Fatto salvo il diritto di replica, espressioni e giudizi contenuti nel comunicato sono inaccettabili.
L'Ordine dei Giornalisti della Liguria nel manifestare solidarietà al collega Varí conferma il suo impegno in tutte le sedi a tutela del diritto di cronaca e di critica.

Arriva pronto anche il commento del Gruppo Cronisti Liguri:

"Il Gruppo Cronisti Liguri  dopo aver letto l’inquietante comunicato emesso nella serata di ieri dall’ospedale San Martino esprime solidarietà al collega Michele Vari.
All’interno della nota sono contenuti toni e modi inaccettabili per la professionalità del cronista che non ha fatto altro che recarsi sul posto e sentire il disagio rappresentato da pazienti e parenti degli stessi. Accusarlo di fake news, di aver “ingigantito una notizia” quando a documentarla ci sono fatti, immagini, parole, è una diffamazione vera e propria che non può essere tollerata e consentita e che va ben oltre il diritto di replica. 
Il GCL censura l’attacco pubblico al collega e invita l’ospedale a scusarsi per toni e modi utilizzati nei confronti dello stesso."