Ora legale 2026: come risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale

di R.S.

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Più ore di luce serale incentivano infatti consumi, turismo e attività all’aperto, con benefici per commercio e ristorazione.

Ora legale 2026: come risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo torna l’ora legale: alle 2:00 le lancette passeranno direttamente alle 3:00, regalando giornate più lunghe e più luce naturale. Un cambiamento che, oltre a modificare le abitudini quotidiane, può avere effetti concreti su consumi energetici, bollette e sostenibilità.

L’introduzione dell’ora legale in Italia – per la prima volta nel 1916 – è sempre stata legata proprio all’obiettivo di ridurre i consumi. Secondo i dati di Terna, nei sette mesi di applicazione si registrano risparmi pari a circa 300 milioni di kilowattora, equivalenti al fabbisogno annuo di circa 120mila famiglie. In termini economici, questo si traduce in circa 90 milioni di euro risparmiati ogni anno.

Su un periodo più lungo, dal 2004 al 2025, il minor consumo complessivo ha superato i 12 miliardi di kilowattora, con un beneficio economico di circa 2,3 miliardi di euro. Numeri che evidenziano come l’ora legale contribuisca non solo al risparmio domestico, ma anche a un sistema energetico più efficiente.

Il vero vantaggio, però, si ottiene adottando comportamenti virtuosi: sfruttare al massimo la luce naturale, ritardare l’accensione delle luci artificiali e limitare l’uso di elettrodomestici energivori nelle ore più calde della giornata. In questo modo si può aumentare concretamente il risparmio in bolletta.

C’è però un aspetto da non sottovalutare: nei mesi primaverili ed estivi cresce l’utilizzo dei condizionatori, spesso anche a causa delle temperature sempre più elevate. Un uso eccessivo dei sistemi di raffrescamento può annullare i benefici energetici dell’ora legale, incidendo pesantemente sui consumi.

Dal punto di vista ambientale, il bilancio resta comunque positivo. La riduzione dei consumi elettrici comporta infatti minori emissioni di CO₂, stimate tra le 170mila e le 180mila tonnellate in meno ogni anno, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità e alla lotta al cambiamento climatico.

Non mancano tuttavia le criticità. Il cambio d’orario è da tempo al centro del dibattito nell’Unione Europea, che ha discusso la possibilità di abolire l’alternanza tra ora solare e legale. Tra i problemi segnalati ci sono gli effetti sulla salute – come disturbi del sonno e aumento del rischio cardiovascolare nei giorni successivi al cambio – e le difficoltà per sistemi informatici e organizzazioni.

Nonostante questo, l’ora legale continua a favorire alcuni settori economici: più ore di luce serale incentivano infatti consumi, turismo e attività all’aperto, con benefici per commercio e ristorazione.

In sintesi, l’ora legale resta uno strumento utile per risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale, a patto di accompagnarla con scelte quotidiane consapevoli.

 

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