Paesaggio e energia: la sfida di accettare il cambiamento verso le rinnovabili
di R.S.
Secondo Legambiente, fermarsi a una valutazione puramente estetica rischia di essere miope
Meglio le ciminiere o pale e pannelli? La domanda, solo in apparenza estetica, nasconde una scelta cruciale: il paesaggio non è immutabile, ma il risultato delle trasformazioni umane. La transizione energetica prova oggi a guidarne una nuova evoluzione, necessaria per affrontare la crisi climatica.
Secondo Legambiente, fermarsi a una valutazione puramente estetica rischia di essere miope: l’uso dei combustibili fossili sta già modificando clima, ecosistemi e lo stesso paesaggio che si vorrebbe difendere. Per questo il concetto di “bellezza” va ampliato, includendo il valore della vita e della sostenibilità.
La scelta tra modelli energetici diventa così anche culturale: da una parte sistemi legati alle fonti fossili, dall’altra forme che si integrano con gli elementi naturali, come vento e sole. In questa prospettiva, la transizione verso le rinnovabili non è solo necessaria, ma inevitabile.
Ciò non significa rinunciare alla tutela del territorio: impianti eolici e fotovoltaici devono essere progettati con attenzione, coinvolgendo le comunità locali e rispettando le caratteristiche dei luoghi. Tuttavia, rinviare il cambiamento significherebbe aggravare gli effetti del cambiamento climatico.
Il nodo centrale resta quindi l’accettazione sociale della trasformazione del paesaggio: ogni territorio è chiamato a fare la propria parte nella riduzione delle emissioni. Una responsabilità condivisa, indispensabile per costruire un futuro sostenibile.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.

