Non si trovano i proprietari della refurtiva, maglie, tute e creme donati al Don Bosco

di Redazione

Beneficenza grazie a merce recuperata dai carabinieri in una casa di Begato

Non si trovano i proprietari della refurtiva, maglie, tute e creme donati al Don Bosco

Non si trovano i proprietari dei capi di abbigliamento e altri oggetti rubati nonostante mesi e mesi di ricerche e così una mare di refurtiva finisce in beneficenza per i ragazzi e i bisognosi seguiti dall'istituto Don Bosco di Sampierdarena.

L'iniziativa di donare la refurtiva invece di stoccarla per chissà quanti anni in un magazzino o peggio, distruggerla, è stata dei carabinieri della compagnia di Sampierdarena che l'avevano sequestrata.

L'indagine che ha permesso di scovare la merce rubata è avvenuta mesi fa nel quartiere popolare della Diga di Begato, a Rivarolo, e ha consentito anche di denunciare un trentenne italiano per ricettazione perché custodiva la merce rubata nella sua abitazione.

L'uomo non ha saputo o voluto spiegare dove era stata rubata, e così i carabinieri sono riusciti a individuare solo alcune delle vittime dei furti, a cui è stata consegnata parte della merce. La restante refurtiva, 50 capi di abbigliamento tra cui scarpe, tute, pantaloni e magliette, per un valore di 56 mila euro, è stata così, d'accordo con il magistrato di turno, donata all'istituto salesiano Don Bosco che si occupa di formazione dei giovani e di aiuto alle persone più bisognose.