Nicola: "Non guardo la quota salvezza, voglio un Genoa 2.0"

di Redazione

Il tecnico: "Contestazione? I nostri tifosi ci spronano anche quando non sono contenti"

Nicola: "Non guardo la quota salvezza, voglio un Genoa 2.0"

Il Genoa si prepara ad ospitare al Ferraris il Cagliari di Rolando Maran. Una sfida complicata contro una squadra capace di sorprendere in questo campionato. Il Grifone, però, ha bisogno di punti salvezza che con il passare delle giornate diventano sempre più vitali. Lo sa bene Davide Nicola che in conferenza stampa ha analizzato la gara. Dopo i due pareggi di Firenze e Bergamo serve un ulteriore step. "Lo stiamo già compiendo. Stiamo facendo alcune cose molto bene mentre altre dobbiamo migliorarle. Stiamo pensando come una squadra e a fronte di certe situazioni. Lo step migliorativo deve essere un Genoa 2.0. Dobbiamo sapere che con l'aiuto di tutti possiamo avere interpreti che pensino all'unisono. Ci mancano 1500-1600 minuti, pensate che miglioramenti possiamo mettere in campo. Visto che il Genoa è di tutti, contribuiamo tutti con abnegazione. Dobbiamo essere una sola cosa da qui alla fine".

Si può migliorare ancora rispetto alla sfida con l'Atalanta? "Nel primo tempo a Bergamo mi sono divertito. Noi dobbiamo trovare degli accorgimenti per far sì che quanto proposto faccia la differenza. Il Cagliari ha un preciso modo di giocare, ha uno scambio particolare, gioca un bel calcio".

Con il Cagliari ci saranno problemi di formazione: "È questo il Genoa 2.0. Non posso parlare di assenze. Noi dobbiamo sapere che esiste un'identità e nell'identità ognuno esprime le sue qualità al meglio. Dobbiamo avere tutti un'unica idea e questa idea passa attraverso le caratteristiche di ogni singolo giocatore".

Come stanno Soumaoro e Iago Falque? "Oggettivamente i giocatori che dovevamo portare modifiche alle performance sono migliorabili. Soumaoro si è allenato una settimana ma non aveva problematiche di sorta. Abbiamo continuato a consolidare quello che abbiamo fatto ma noi dobbiamo essere pronti a far fronte a soluzioni diverse. E’ mio compito mettere in condizioni i giocatori di esprimere le loro caratteristiche caratteristiche".

La contestazione contro la dirigenza vi preoccupa? "Personalmente non mi preoccupa nulla. Se devo proprio essere sincero mi preoccuperebbe se ci fosse un'assenza di manifestazione e di emozione. Io mi dedico all'aspetto tecnico e, credetemi, c'è tanto lavoro da fare. Ognuno di noi ha qualcosa di importante da fare, se noi capiamo questo abbiamo capito l'essenza del lavorare in gruppo. C'è il momento in cui hai perso con la Roma e i tifosi ti hanno applaudito, c'è il momento in cui devi dare qualcosa di più e deve essere visto come uno sprono di cui noi abbiamo bisogno".

Il Cagliari non vince in campionato da due mesi: "Premesso che ogni squadra ha pregi e difetti. Il Cagliari è nelle prime sette posizioni in classifica e questo vuol dire che ha avuto continuità di risultati. E' quella che anche noi dobbiamo cercare attraverso le prestazioni. Il Cagliari è una squadra qualitativa come tutte. Regna l'equilibrio in questo campionato e noi dobbiamo vederlo nell'ampiezza dei suoi 1500-1600 minuti e lasciare tre squadre dietro. Rispettando gli avversari ma essendo coscienti che se fai come nel primo tempo di Bergamo hai margini di miglioramento. A noi serve una prestazione perchè stiamo migliorando".

Pinamonti e Sanabria in attacco? "Io ho trovato la possibilità di dimostrare che se parlo di gruppo è perchè tutti hanno la stessa importanza. Io valuto alcune situazioni. Io ho semplicemente chiesto ai ragazzi di dirci quello che pensavamo rispettando i ruoli. Un calciatore, quando dà il massimo ed è funzionale al lavoro di gruppo senza anteporre le proprie esigenze personali, deve essere apprezzato a prescindere".

Quanto sarà la quota salvezza? "Non mi interessa. Io non presto attenzione a tutto ciò che mi distoglie dal creare un certo tipo di mentalità nel gruppo. Sono maniacale in tutto ciò che mi interessa, il miglioramento individuale e di gruppo, non mi interessa quanto servirà e quando arriverà. Io so che intraprendendo questa strada abbiamo molte possibilità di trasferire quello che mettiamo negli allenamenti e ottenere i risultati".

La squadra ha apprezzato il suo essere franco e sincero: "Non vedo un merito particolare in questo. Il confronto è sempre la risorsa di tutto. Chi fugge al confronto non è molto sicuro di sé. Per me lavorare qua e con questi ragazzi è gratificante".

Come sta Zapata? "Zapata si sta impegnando tantissimo. I giocatori che riescono ad essere a disposizione anche in solo due, tre partite che rimangono sono importantissimi. Ognuno deve fare il suo percorso di recupero. Zapata non vede l’ora di dare una mano. Vedremo".

La frase di Oliviero Toscani sul Ponte Morandi: "Io non mi sento giudice di nessuno perchè nella vita tutti possono commettere errori, io per primo. Mi verrebbe da rispondere con una canzone di Fiorella Mannoia, Il Peso del Coraggio. Bisogna avere più attenzione quando parliamo della vita delle persone. Non conoscendo tutti i dettagli di quello che è stato detto e la prima cosa che dico è che quando si parla della vita delle persone bisogna avere più sensibilità".

Che differenza fa per i sardi non avere Cigarini? "Il Cagliari è una squadra forte perchè sa affrontare tutte le situazioni di gioco. Dà pochi punti di riferimento. Non stai nelle prime sette posizioni in classifica se non hai un po' di tutto in ogni situazione. Noi però vogliamo sentirci sempre più abili".