Mutui, clima e transizione energetica entrano nei calcoli delle banche

di R.C.

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Nuove tecnologie, regole ambientali e carbon tax possono rendere obsolete alcune attività o aumentarne i costi

Mutui, clima e transizione energetica entrano nei calcoli delle banche

Prima di concedere un mutuo o un prestito, le banche valutano sempre più anche i rischi climatici, oltre alla solidità finanziaria del cliente. Contano, per esempio, l’esposizione dell’immobile a frane e alluvioni, ma anche i rischi legati alla transizione energetica.

I rischi climatici - scrive Repubblica - si dividono in fisici e di transizione. I primi derivano da eventi estremi come alluvioni, siccità e frane: un immobile danneggiato può perdere valore e rendere più difficile per il proprietario ripagare il debito. Per le imprese, invece, i danni agli impianti possono causare costi di ripristino e cali dei ricavi.

I rischi di transizione riguardano invece il passaggio a un’economia a basse emissioni: nuove tecnologie, regole ambientali e carbon tax possono rendere obsolete alcune attività o aumentarne i costi.

Per stimare questi rischi, gli istituti utilizzano scenari climatici ed economici che considerano variabili come Pil, costo dell’energia, tassazione sulle emissioni e frequenza degli eventi estremi. Le proiezioni possono arrivare fino al 2100, mentre le valutazioni degli impatti si concentrano soprattutto sul 2050.

Per l’Italia, particolarmente esposta a alluvioni e frane, il tema assume un peso crescente. Il clima diventa così non solo una questione ambientale, ma una variabile finanziaria, capace di influenzare credito, valore degli immobili e reputazione delle banche.

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