Il Vaticano punta sull’energia verde: impianto agrivoltaico da 100 milioni di euro

di R.P.

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L’obiettivo non è soltanto produrre elettricità, ma integrare produzione energetica e agricoltura attraverso un modello agrivoltaico

Il Vaticano punta sull’energia verde: impianto agrivoltaico da 100 milioni di euro

l Vaticano si prepara a realizzare un grande impianto agrivoltaico dal valore stimato di circa 100 milioni di euro. Il progetto sorgerà a Santa Maria di Galeria, nell’area extraterritoriale della Santa Sede a nord-ovest di Roma, e punta a garantire una parte significativa del fabbisogno energetico dello Stato della Città del Vaticano.

Secondo fonti vicine al progetto, l’impianto avrà una potenza compresa tra 80 e 90 megawatt e potrebbe essere completato nell’arco di 18-24 mesi. I pannelli solari occuperanno circa 200 ettari, quasi la metà della tenuta, ma saranno installati a un’altezza tale da consentire la prosecuzione delle attività agricole e di allevamento sul terreno sottostante.

L’obiettivo non è quindi soltanto produrre elettricità, ma integrare produzione energetica e agricoltura attraverso un modello agrivoltaico. L’energia servirà innanzitutto a soddisfare le esigenze della Città del Vaticano e della stazione di Radio Vaticana. L’eventuale produzione in eccesso potrà invece essere immessa nella rete elettrica italiana.

Il progetto affonda le proprie radici nell’iniziativa avviata da Papa Francesco, che nel 2024 aveva affidato alle autorità vaticane il compito di realizzare un impianto capace di contribuire alla completa autonomia energetica dello Stato. Con Papa Leone XIV il percorso è proseguito: nel giugno 2026 è stata istituita la Fondazione Fratello Sole, incaricata di sostenere la realizzazione dell’iniziativa.

A giugno, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’APSA, la Fondazione Fratello Sole e ACEA hanno inoltre firmato un protocollo d’intesa per definire e attuare progressivamente il progetto.

Un ulteriore passo è arrivato ad agosto con l’insediamento della Commissione paritetica Italia-Santa Sede, incaricata di seguire le attività legate alla realizzazione dell’impianto. Al tavolo siedono rappresentanti del Vaticano e di diverse istituzioni italiane, tra cui ministeri, Regione Lazio, Roma Capitale, ARERA, Terna e ACEA.

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