Municipio Valpolcevera segnala le vie più pericolose, Versace: "Passare da 50 a 30 km/h fa la differenza per i pedoni"
di Luca Pandimiglio
Tra le priorità del piano c’è il potenziamento della segnaletica orizzontale nei pressi dei plessi scolastici
A Genova prende forma il progetto delle “strade a 30 km/h”, una misura pensata per aumentare la sicurezza soprattutto nei pressi delle scuole e nelle vie più critiche dal punto di vista della viabilità. A parlarne è stato il presidente del Municipio Valpolcevera, Michele Versace.
Più sicurezza davanti alle scuole
Tra le priorità del piano c’è il potenziamento della segnaletica orizzontale nei pressi dei plessi scolastici. La scuola De Amicis, proprio in piazza Pallavicini, è uno degli istituti segnalati dal municipio per un intervento mirato.
L’obiettivo è rendere più visibili attraversamenti pedonali e segnalazioni stradali, così da garantire maggiore sicurezza agli studenti e alle famiglie. Oltre alla De Amicis, il municipio ha indicato anche altri istituti sul territorio, tra cui scuole dell’istituto comprensivo di Teglia, quelle di via Linneo e diversi plessi a Pontedecimo. Molte di queste strutture si trovano lungo strade con attraversamenti pedonali particolarmente trafficati, dove una segnaletica più evidente può fare la differenza.
Le vie candidate al limite dei 30 km/h
Il Municipio Valpolcevera ha inoltre presentato una prima lista di strade dove introdurre il limite di 30 km/h, ritenuto necessario per ridurre i rischi per pedoni e residenti.
Tra le principali vie segnalate figurano:
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via Borzoli
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via Sardorella
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via Piombelli
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via Certosa
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via Coni Zugna
In alcuni di questi casi, come in via Borzoli e via Sardorella, il problema principale è l’assenza di marciapiedi. In queste condizioni, la velocità dei veicoli diventa un fattore determinante per la sicurezza di chi si muove a piedi. Secondo Versace, la differenza tra un’auto che passa a 50 o 60 km/h e una che procede a 25 o 30 km/h è enorme per chi cammina a bordo strada.
Incidenti e sicurezza stradale
Il tema è particolarmente sentito alla luce dei dati sugli incidenti. Nel 2025 a Genova si sono registrati 19 morti sulle strade, e tra le cause principali individuate dalle autorità c’è proprio l’eccesso di velocità.
Per questo motivo l’introduzione di limiti più bassi in alcune zone viene considerata un passo importante verso una mobilità più sicura.
“Limitare la velocità in alcune strade è un segnale di civiltà”, ha sottolineato Versace, respingendo le critiche di chi teme che la “città a 30 km/h” possa paralizzare il traffico. Secondo il presidente del municipio, il provvedimento riguarda solo alcune vie e serve soprattutto a proteggere i pedoni.
Il problema del rispetto delle regole
Uno dei nodi principali resta però il rispetto dei limiti. In alcune strade cittadine dove il limite di 30 km/h è già in vigore, molti automobilisti continuano a superarlo. Per questo, oltre ai controlli, sarà fondamentale anche il lavoro sull’educazione stradale, a partire dalle scuole. L’obiettivo è costruire una maggiore cultura della sicurezza e del rispetto delle regole.
Interventi graduali e nuove tecnologie
Il piano del Comune sarà realizzato gradualmente, anche per la necessità di reperire le risorse economiche. Nei prossimi mesi si dovrebbe partire con due strade per ogni municipio e con alcuni interventi prioritari vicino alle scuole.
Tra le novità allo studio ci sono anche vernici speciali per la segnaletica, più resistenti e soprattutto più visibili di notte e sotto la pioggia. Un aspetto non secondario: spesso, infatti, gli attraversamenti pedonali risultano poco visibili proprio in condizioni di maltempo.
I primi risultati entro fine 2026
Il progetto prevede quindi una serie di interventi coordinati:
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nuovi limiti di velocità in alcune strade
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potenziamento della segnaletica
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miglioramento degli impianti semaforici
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maggiore visibilità degli attraversamenti pedonali
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interventi sull’illuminazione
Le prime applicazioni dovrebbero arrivare entro la fine del 2026, inizialmente anche in forma sperimentale. Nel tempo, la lista delle vie individuate dai municipi potrà essere ampliata, dando vita a un percorso progressivo verso una mobilità urbana più sicura.
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