Genova, assi di forza del trasporto pubblico: obiettivo 25 chilometri di linee entro il 30 giugno 2026

di Claudio Baffico

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Genova, assi di forza del trasporto pubblico: obiettivo 25 chilometri di linee entro il 30 giugno 2026

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha formalizzato la rimodulazione dei fondi del PNRR destinati al trasporto pubblico di Genova, certificando ciò che da mesi appariva evidente: alcuni obiettivi non potranno essere rispettati entro le scadenze europee. La decisione principale riguarda la stazione della metropolitana di Corvetto, per la quale vengono tolti 43,9 milioni di euro dei 56,4 complessivi previsti dal piano. L’intervento non viene cancellato, ma spostato su finanziamenti nazionali, dal momento che l’inaugurazione entro giugno 2026 è considerata ormai irrealistica.

La comunicazione è arrivata con una lettera inviata il 24 febbraio dalla divisione ministeriale dedicata ai sistemi di trasporto rapido alla direzione Mobilità del Comune. Il documento segue i confronti a Roma dell’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante, che aveva già ricevuto indicazioni informali. Secondo l’assessore, ora manca soltanto la formalizzazione tramite decreti ministeriali, ma resta l’obbligo di rispettare i risultati previsti: il ministero continuerà a monitorare l’avanzamento dei lavori.

Il nuovo obiettivo del PNRR per gli assi di forza del trasporto pubblico – finanziati con 399 milioni su 498,8 totali – diventa l’entrata in funzione di 25 chilometri di linee entro il 30 giugno 2026. In origine il progetto complessivo prevedeva 47 chilometri, ma la scadenza europea riguarda ormai solo poco più della metà della rete prevista.

Le prime linee a partire dovrebbero essere quelle della Valbisagno, del Centro e probabilmente un tratto del Levante. L’infrastruttura sarà servita da filobus elettrici con sistema flash charging, dei quali al momento è arrivato solo un prototipo. Intanto i cantieri procedono con gli scavi per i cavidotti necessari all’alimentazione dei mezzi.

A Sampierdarena si punta a riaprire via Buranello entro il 30 marzo, dopo settimane di lavori che hanno creato disagi a residenti e negozi. In via Cantore il cantiere procede nella zona del Matitone con l’obiettivo di arrivare vicino ai portici all’inizio dell’estate, mentre interventi sono in corso anche in via XX Settembre. Il Comune ha chiesto all’impresa ICM di aumentare il personale nei cantieri, ma resta un fattore difficile da controllare: le condizioni meteo, che impediscono gli scavi nei giorni di pioggia.

Il ministero dovrà inoltre esprimersi sulla variante progettuale dell’asse Centro, che non passerà più da Marassi. Il nuovo tracciato dovrebbe avere un capolinea in via Rimassa, dove oggi termina la linea 20, con transito dei filobus in corso Torino. Questo comporterebbe anche la deviazione dell’asse Valbisagno su viale Brigate Partigiane. L’altro capolinea sarà inizialmente nella zona di Brignole, soluzione che potrebbe diventare definitiva. Restano invece da definire le modifiche alla rete degli autobus e il futuro degli assi Levante e Ponente, uno dei quali potrebbe essere ridimensionato per compensare l’aumento dei costi dei lavori.

Per la metropolitana, oltre allo spostamento dei fondi di Corvetto, il ministero ha stabilito anche una ricollocazione delle risorse: circa 70 milioni di euro per la fornitura dei 14 nuovi treni, entrati progressivamente in servizio da marzo 2025, vengono ora imputati al PNRR. In origine il loro acquisto era finanziato interamente dal ministero, quindi si tratta di una compensazione finanziaria rispetto allo spostamento dell’intervento su Corvetto.

Rimane infine incerto il futuro del prolungamento della metropolitana verso Rivarolo. Il progetto rischia di fermarsi dopo la cancellazione dei 45 milioni di euro promessi per risolvere l’interferenza con l’ultimo miglio del Terzo Valico. A fine febbraio il ministro Matteo Salvini ha assicurato alla Camera la volontà di individuare nuove risorse. Inoltre sono stati revocati 64,1 milioni destinati all’estensione da Canepari e alla nuova stazione, a causa dei ritardi nell’iter autorizzativo, con la possibilità – non ancora garantita – di recuperarli in una fase successiva.

 

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