Mobilità in Valbisagno: il Politecnico di Milano prende tempo, risultati a marzo
di Claudio Baffico
Per conoscere l’esito dello studio sulla mobilità in Val Bisagno bisognerà attendere ancora qualche settimana. I risultati, inizialmente attesi entro la fine di gennaio, slittano a marzo. A spiegarlo in aula è stato l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, precisando che il gruppo di ricerca del Politecnico di Milano ha chiesto un supplemento di tempo per completare le analisi.
Il riferimento è all’incarico affidato dall’amministrazione comunale per individuare possibili soluzioni dopo la rinuncia al progetto Skymetro. Nella determina era indicata come data di consegna il 30 gennaio 2026, ma – ha chiarito l’assessore – quella scadenza non aveva carattere vincolante. Lo studio, costato 85 mila euro oltre Iva (circa 103 mila euro complessivi), dovrà fornire gli elementi tecnici su cui basare la proposta da sottoporre al Ministero.
A sollevare il tema è stato il consigliere della Lega Alessio Bevilacqua con un’interrogazione mirata a fare luce sia sui ritardi sia sugli sviluppi futuri per un’area considerata strategica e problematica sotto il profilo viabilistico. Nel provvedimento di affidamento, ha ricordato il consigliere, si parla esplicitamente di “criticità strutturali” che rendono necessari interventi per migliorare sicurezza e accesso al trasporto pubblico nella vallata.
Bevilacqua ha sottolineato come, a fine febbraio, non vi siano ancora comunicazioni ufficiali sugli esiti dell’elaborato: “Il termine indicato è stato superato senza aggiornamenti formali. Questo studio era stato presentato come il punto di partenza per individuare un’alternativa concreta allo Skymetro. È importante capire a che punto siamo e quale proposta verrà avanzata al Ministero”.
Nella sua risposta, Robotti ha spiegato che il team coordinato dal professor Coppola ha ritenuto necessario ampliare e approfondire il lavoro, con l’obiettivo di delineare una soluzione complessiva per l’intero sistema della mobilità in Val Bisagno. In questi mesi sono stati effettuati sopralluoghi, aggiornate le banche dati e rivisti anche i numeri legati allo Skymetro, giudicati ormai superati perché risalenti nel tempo.
Oltre a utilizzare i dati del progetto “Move On”, i tecnici hanno condotto nuove rilevazioni sui flussi e sulle esigenze di spostamento, lavorando in collaborazione con l’assessorato e con AMT. Centrale, secondo quanto riferito dall’assessore, è stata la costruzione di un modello di simulazione validato, ritenuto indispensabile per formulare valutazioni attendibili e non basate su proiezioni datate.
Un altro elemento evidenziato da Robotti riguarda l’impostazione dell’incarico: al Politecnico sarebbe stato affidato un mandato ampio, senza indirizzi politici preliminari sulle opzioni da privilegiare o escludere. Nemmeno le ipotesi già discusse in passato, come lo Skymetro, sarebbero state scartate a priori. L’amministrazione, ha ribadito, ha scelto di affidarsi a un percorso tecnico-scientifico per definire le alternative possibili.
Nella replica finale, Bevilacqua ha insistito sulla necessità di tempi certi e maggiore chiarezza. Ha inoltre rimarcato la rilevanza politica del fatto che soluzioni simili allo Skymetro non siano state formalmente archiviate: “Amministrare significa confrontarsi con la realtà strutturale della città e individuare interventi davvero funzionali. Prendiamo atto che alcune ipotesi restano sul tavolo. A marzo capiremo quale direzione si intende prendere”.
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