ArcelorMittal: "Mercato difficile, la priorità è il taglio costi"
di Redazione
Lakshmi Nivas Mittal: "Dobbiamo adeguare la produzione e assicurare cassa positiva"
ArcelorMittal ha continuato ad "affrontare condizioni di mercato difficili nel terzo trimestre, con prezzi dell'acciaio in ribasso e costi elevati della materia prima grezza". Lo ha detto il presidente e amministratore delegato Lakshmi Nivas Mittal commentando i risultati trimestrali del Gruppo. "In questi mercati - ha proseguito - rimaniamo concentrati sulle nostre iniziative per migliorare il nostro rendimento e la nostra priorità è ridurre i costi, adeguare la produzione e assicurare una cassa positiva".
ArcelorMittal ha chiuso il terzo trimestre con vendite per 16,63 miliardi di dollari (15,01 miliardi di euro), lievemente al di sotto delle stime di 16,7 miliardi (15,07 mld euro) degli analisti. In aumento la perdita a 539 milioni (486,52 milioni euro) ma il margine operativo lordo a 1,06 miliardi (0,96 miliardi euro) ha superato le attese degli analisti, ferme a 943 milioni di dollari (851,9 milioni euro). Lo si legge in una nota in cui viene indicato un calo della produzione di acciaio da 22,8 a 20,2 milioni di tonnellate
"L'auspicio è che governo e istituzioni creino le condizioni per una soluzione definitiva. Senza una risposta esaustiva, unitariamente alle confederazioni di Cgil, Cisl e Uil e al fianco dei colleghi degli altri settori del siderurgico, saremo pronti a tutte le iniziative fino al blocco a oltranza delle attività lavorative nei propri settori". Lo sottolineano i segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Fist Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs Uil che rappresentano gli operai dell'indotto.
I sindacati fanno presente che la decisione "di ArcelorMittal di risolvere, ad appena un anno dall'insediamento, il contratto di affitto per la gestione del più grande impianto siderurgico d'Europa", assume "i caratteri della beffa, poiché il settore dell'indotto, a partire da questa estate, è stato oggetto di un cambiamento complessivo, già avvenuto per il settore della ristorazione, che ha visto il subentro nelle pulizie civili e industriali di nuove aziende e la perdita di numerosi posti di lavoro e retribuzione". In questo momento, concludono, "i lavoratori che vedevano superata una fase estremamente complicata, che ha raggiunto livelli di alta tensione sociale, ripiombano in una situazione di incertezza e angoscia, senza una reale prospettiva a lungo termine".
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