Milano, 19enne marocchino confessa l'omicidio dell'interprete genovese

di c.b.

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Milano, 19enne marocchino confessa l'omicidio dell'interprete genovese

La svolta nelle indagini sull'omicidio di Roberto Guerrino è arrivata grazie all'incrocio tra le immagini delle telecamere di videosorveglianza e un'impronta palmare repertata nell'appartamento della vittima. Gli elementi raccolti dai Carabinieri hanno portato all'arresto di Jawhar Kadir, 19 anni, nato a Treviglio, di cittadinanza marocchina e domiciliato a Melzo, fermato la sera del 22 giugno nella stazione ferroviaria della cittadina milanese mentre, con alcune valigie e insieme alla fidanzata, stava per lasciare la zona.

Il giovane è accusato dell'omicidio del 60enne interprete Roberto Guerrino, trovato senza vita nel suo appartamento di via Oxilia 11, a Milano, dopo una brutale aggressione avvenuta il 12 giugno. Durante l'interrogatorio di convalida davanti al gip Sonia Mancini, il 19enne ha confessato, spiegando di aver raggiunto l'abitazione della vittima dopo aver concordato un incontro sessuale a pagamento tramite un sito di annunci online. Secondo il suo racconto, avrebbe avuto un improvviso scatto d'ira durante l'incontro, legato alle modalità del rapporto richiesto o a una discussione sul compenso. «Mi sono bloccato», avrebbe dichiarato, aggiungendo di aver poi iniziato a colpire l'uomo con estrema violenza.

L'aggressione sarebbe stata particolarmente feroce. Gli investigatori hanno ricostruito che la vittima è stata presa a pugni e calci, riportando gravi fratture al volto, e successivamente colpita alla testa con una statuetta di Buddha, ritenuta con ogni probabilità l'arma che ha provocato il colpo mortale. Kadir, praticante dilettante di MMA, ha precedenti per rapina, maltrattamenti e lesioni personali; inoltre, pochi giorni prima del delitto, era stato denunciato per aver aggredito un ragazzo a Melzo.

Dopo il pestaggio, il giovane si sarebbe impossessato dei dispositivi elettronici della vittima, tra cui due telefoni cellulari, un MacBook, un tablet e un iPad Air, per poi allontanarsi insieme a un 17enne, suo connazionale, che lo stava aspettando all'esterno del palazzo. La posizione del minorenne è ora al vaglio della Procura per i minorenni: al momento è indagato a piede libero, ma gli investigatori ritengono che potesse essere a conoscenza di quanto sarebbe accaduto e non escludono futuri provvedimenti nei suoi confronti.

Le indagini hanno preso una direzione decisiva grazie all'orario di spegnimento dei dispositivi elettronici rubati, avvenuto intorno alle 20.30 del 12 giugno. Da quel momento i militari hanno ricostruito gli spostamenti del presunto assassino attraverso le telecamere, seguendolo dall'uscita del condominio di via Oxilia fino al rientro a Melzo, sempre in compagnia del 17enne. Determinante anche l'impronta del palmo della mano lasciata nell'appartamento, individuata dagli specialisti del Ris di Parma.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando se la versione fornita dall'indagato corrisponda ai fatti o se l'incontro fosse stato organizzato fin dall'inizio con l'obiettivo di mettere a segno una rapina. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe attraversato un periodo di forte difficoltà economica e non risultano precedenti esperienze di prostituzione. Diversi conoscenti della vittima hanno riferito che Guerrino era solito contattare online giovani nordafricani per incontri a pagamento.

Dopo il delitto, il 19enne avrebbe tentato di lasciare l'Italia raggiungendo la Sicilia, dove cercava uno scafista per attraversare il Mediterraneo e raggiungere il Nordafrica. Il progetto, però, non si è concretizzato anche a causa di un'operazione delle forze dell'ordine nella zona in cui si trovava. Rimasto senza contatti utili, è rientrato a Melzo, dove è stato infine rintracciato e arrestato dai Carabinieri.

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