Genova: muore operaio schiacciato da un pannello metallico

di R.C.

2 min, 41 sec

Aperta inchiesta per omicidio colposo

Genova: muore operaio schiacciato da un pannello metallico

Un operaio di 57 anni è morto nel pomeriggio all'ospedale San Martino di Genova dove era stato ricoverato per un indicente sul lavoro avvenuto questa mattina in via delle Fabbriche, a Genova.
    Secondo quanto ricostruito l'uomo è stato travolto da un pannello mentre era in corso la movimentazione del pezzo su una bisarca in una azienda di meccanica. I colleghi stavano movimentando il pannello tramite un muletto quando si è staccato e lo ha colpito.

Sul posto sono intervenute l'ambulanza con l'automedica del 118 e i tecnici del nucleo Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl 3. I pm Giuseppe Longo ed Eugenia Menichetti hanno già effettuato un sopralluogo e aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Il macchinario è stato sequestrato ed è stata disposta l'autopsia.

 

La morte dell’operaio di 57 anni colpito da un pannello durante un’attività di movimentazione in un’azienda di via delle Fabbriche, a Genova, impone una reazione immediata. La Cisl Liguria, attraverso il segretario generale Luca Maestripieri, chiede che la sicurezza nei luoghi di lavoro venga trattata per quello che è: una priorità assoluta, non un capitolo accessorio da affrontare dopo ogni tragedia.

«Siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro e non possiamo più limitarci al cordoglio, perché il cordoglio senza azioni concrete diventa una formula vuota. Un lavoratore è uscito di casa per fare il proprio mestiere e non è tornato. Questo è inaccettabile in un Paese civile. Non chiamatele fatalità: ogni incidente grave deve obbligare tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, a interrogarsi su prevenzione, formazione, controlli, organizzazione del lavoro e responsabilità», dichiara Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria.

La Cisl Liguria esprime vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi e a tutta la comunità di lavoro colpita da una tragedia che non può essere archiviata come un fatto isolato.

«Attendiamo con rispetto il lavoro della magistratura, ma una cosa è già chiara: la sicurezza deve essere garantita prima, non ricostruita dopo. Servono più controlli, più ispettori, più formazione vera e continua, più investimenti nei dispositivi e nelle procedure, ma serve anche una cultura diversa nelle aziende. La produzione non può mai venire prima della vita. Ogni minuto risparmiato sulla sicurezza può trasformarsi in un prezzo umano intollerabile», prosegue Maestripieri.

Per la Cisl Liguria è necessario rafforzare subito il coordinamento tra istituzioni, aziende sanitarie locali, organi ispettivi, imprese e organizzazioni sindacali, con un piano straordinario sulla prevenzione nei settori più esposti al rischio. E va aumentata la formazione. Non bastano norme scritte se poi non ci sono controlli adeguati, formazione effettiva e responsabilità chiare lungo tutta la catena produttiva.

"La Liguria non può abituarsi a contare morti e feriti. Ogni tragedia sul lavoro è una sconfitta collettiva. Chiediamo un cambio di passo immediato: più prevenzione, più partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, più qualità negli appalti e nelle procedure operative, più attenzione alla manutenzione dei mezzi e alla movimentazione dei carichi. La sicurezza non è burocrazia, è vita. E sulla vita non si tratta, non si taglia, non si rinvia", conclude Luca Maestripieri.

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