Messa a San Lorenzo per il cardinal Bagnasco, 60 anni di sacerdozio: "Nessuno è solo nel cammino della vita" (VIDEO). Gli auguri di Leone XIV

di steris

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"Siamo davanti a una nuova primavera", ha osservato: al di là dei numeri, continua a incontrare giovani che si interrogano sulla chiamata del Signore

Nella solennità di San Giovanni Battista, patrono di Genova e dell’arcidiocesi, il cardinale Angelo Bagnasco ha celebrato in Cattedrale i 60 anni dalla sua ordinazione sacerdotale. Durante la Messa, trasmessa in diretta da Telenord, l’arcivescovo Marco Tasca gli ha consegnato l’Autografo Pontificio con la Benedizione Apostolica inviata da Papa Leone XIV.

Nell’omelia, Bagnasco ha ripercorso il senso del proprio ministero mettendo al centro la presenza di Dio nella vita di ogni persona. «Nessuno è solo nel cammino della vita», ha affermato, ricordando che il Signore accompagna sempre ogni vocazione e ogni responsabilità. Un messaggio di fiducia rivolto a tutti, in particolare ai giovani: «Nessuno ha il diritto di pensare di non valere nulla, semplicemente perché è amato da Dio».

Il cardinale ha poi sottolineato la centralità dell’Eucaristia, definita «il luogo più bello, più confortante e più rigenerante», ringraziando sacerdoti e diaconi per il loro servizio quotidiano alla Chiesa. «Il dono del sacerdozio è straordinario», ha detto, ricordando che il sacerdote è chiamato a essere «alter Christus», presenza viva di Cristo nella comunità.

Non è mancato un riferimento al futuro della Chiesa e alle vocazioni. «Siamo davanti a una nuova primavera», ha osservato, spiegando che, al di là dei numeri, continua a incontrare giovani che si interrogano sulla chiamata del Signore e pongono la liturgia al centro della loro vita spirituale.

Tra i passaggi più forti dell’omelia, l’invito a testimoniare la verità sull’esempio di San Giovanni Battista: «Anche oggi siamo chiamati a non cedere alla tentazione del silenzio quando è necessario testimoniare la verità». E ancora: «Solo la verità rende liberi».

Concludendo, il cardinale ha rivolto una parola di speranza alla diocesi e alla città: «Dobbiamo alzare il capo e guardare avanti. Il Signore è fedele». Un appello a continuare ad annunciare il Vangelo con umiltà e perseveranza, anche di fronte all’indifferenza, nella certezza che «dietro ogni chiusura può nascondersi un desiderio profondo di verità e di speranza».

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