Caldo record: bollino rosso venerdì a Genova, la Liguria tra le regioni più esposte all’ondata eccezionale

di R.S.

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Allerta per livelli di rischio elevato che interesseranno per giorni soprattutto Genova e La Spezia

Caldo record: bollino rosso venerdì a Genova, la Liguria tra le regioni più esposte all’ondata eccezionale

L’ondata di calore che sta investendo la Liguria raggiunge il suo picco a Genova, dove per venerdì 26 giugno il Ministero della Salute ha previsto il bollino rosso, il livello più alto di allerta sanitaria per le temperature estreme. Si tratta del primo bollino rosso dell’estate 2026 nel capoluogo ligure.

L’escalation è stata progressiva: dopo tre giornate contrassegnate dal bollino giallo e due dal bollino arancione, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente con condizioni considerate di emergenza. Il livello 3 di allerta segnala infatti un rischio concreto per la salute non soltanto delle categorie più fragili – anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche – ma anche della popolazione sana e attiva.

A preoccupare è soprattutto la persistenza del caldo. Gli esperti sottolineano che gli effetti sulla salute aumentano con il protrarsi dell’ondata, che da giorni mantiene temperature ben al di sopra delle medie stagionali.

L’anticiclone che domina il Mediterraneo continua intanto a spingere verso l’alto la colonnina di mercurio. In Liguria, già nelle ore centrali di mercoledì, diverse località dell’estremo levante hanno sfiorato i 37 gradi, con Sarzana tra le aree più calde della regione secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Meteo Idrologico della Liguria (Omirl).

Di fronte all’emergenza, restano in vigore le misure di tutela per i lavoratori esposti al sole. L’ordinanza regionale prevede infatti la sospensione delle attività all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei comparti dell’edilizia, dell’agricoltura e del florovivaismo, le fasce orarie considerate più a rischio per colpi di calore e malori legati alle alte temperature.

L’eccezionale fase di caldo che interessa gran parte dell’Europa occidentale e il Nord Italia potrebbe infatti protrarsi complessivamente fino a 11 giorni consecutivi, una durata che non ha precedenti nelle serie storiche di giugno.

A sottolinearlo è Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), secondo il quale nelle regioni del Centro-Nord si registrano ormai da sei giorni temperature superiori ai 35 gradi e la situazione potrebbe continuare almeno fino a martedì 30 giugno. «Molto probabilmente si tratta di un record storico per durata», osserva l’esperto, evidenziando come sia anomala non solo l’intensità, ma soprattutto la persistenza del caldo già a giugno.

Le autorità sanitarie invitano la popolazione ad adottare comportamenti prudenti per limitare i rischi legati alle alte temperature. Particolare attenzione è rivolta agli anziani, ai bambini e alle persone fragili, ma anche ai lavoratori esposti al sole nei settori agricolo, edile, stradale e portuale, oltre a chi pratica attività sportiva all’aperto.

Per il periodo compreso tra il 23 e il 26 giugno il livello di rischio è indicato tra moderato e alto, con criticità concentrate nelle ore centrali della giornata. Per questo vengono raccomandate modifiche agli orari di lavoro, privilegiando le fasce più fresche della mattina e della sera e aumentando le pause in ambienti ombreggiati o climatizzati.

«La prevenzione è l’arma principale», ricorda il geriatra Ernesto Palummeri. Le indicazioni comprendono una corretta idratazione, l’aumento dell’assunzione di acqua durante le ore più calde, una dieta ricca di frutta e verdura, l’utilizzo di abiti leggeri in cotone o lino e la regolazione dei condizionatori intorno ai 24-25 gradi.

Secondo le previsioni, una possibile svolta potrebbe arrivare tra il 1° e il 2 luglio con l’ingresso di aria più fresca dall’Atlantico. Il calo delle temperature, tuttavia, potrebbe essere accompagnato da condizioni di instabilità e dal rischio di temporali anche intensi, ponendo fine a quella che potrebbe diventare la più lunga ondata di calore mai registrata nel mese di giugno in Italia.

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