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Mercintreno: il settore cresce, ma potrebbe fare ancora di più

di Redazione

Permangono problemi infrastrutturali e di organizzazione della logistica

La decima edizione di Mercintreno conferma il positivo andamento del settore del trasporto ferroviario merci – grazie soprattutto alle performance delle imprese associate in FerCargo – , ma conferma anche le molte problematicità e criticità che impediscono una crescita ulteriore e significativa, che sarebbe importantissima anche per il Paese, sia sotto il punto di vista economico che ambientale e sociale.

Il Forum di quest’anno ha rilevato che il problema principale oggi è rappresentato, prima ancora che dal deficit infrastrutturale (anche se è indispensabile proseguire sul potenziamento della rete ferroviaria e sulla realizzazione degli investimenti in gran parte già programmati), dal deficit dell’organizzazione della logistica e dei servizi. Lo ha sottolineato, in particolare, il presidente dell’Autorita di regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi, che ha spiegato come le potenzialità di crescita del mercato siano frenate da una serie di ostacoli che sopravvivono soprattutto sul versante dei servizi e delle regolamentazioni di settore.

Proprio sul versante delle regole, il Forum ha registrato le maggiori criticità. L’Italia è un Paese che, in qualche maniera, fa eccezione perchè il ruolo dell’ART e dell’ANSF, l’agenzia per la sicurezza ferroviaria, hanno assicurato uno dei fattori fondamentali per dare impulso anche agli investimenti, cioè la stabilità del quadro regolatorio, ma i problemi ormai si trasferiscono sul versante internazionale ed europeo, dove non c’e integrazione di regole e sistemi, con sovraccosti che arrivano a pesare fino al 30%. Anche nel nostro Paese, gli ostacoli alla crescita del trasporto ferroviario non mancano: FerCargo denuncia da anni che l’Italia e’ l’unico paese in Europa (tranne alcune piccole linee in Portogallo) ad imporre l’obbligo del secondo macchinista nella guida dei convogli merci, un fattore che aumenta i costi del 100% e che, soprattutto, i macchinisti possano più efficacemente essere utilizzati per guidare altri convogli, considerata anche la carenza di personale nel settore.

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