Marassi, ferri contro le sbarre: la protesta rumorosa dei detenuti in carcere
di Alessandro Bacci
La manifestazione sarebbe scattata per ottenere più telefonate, celle aperte e l’adeguamento per i detenuti mussulmani in fase di ramadan
Una rumorosa quanto pericolosaprotesta avvenuta nel carcere di Marassi. Quasi totalità dei detenuti appartenenti alla seconda sezione (circa 200) hanno inscenato una protesta sbattendo le ferraglie contro le sbarre delle finestre. Il rumore è stato recepito dalle abitazioni vicine, essendo l’istituto praticamente circondato da palazzi. Lo annuncia il SAPPe della Liguria che definisce pericolosa questa manifestazione di protesta di massa “stile anni 80” e per certi versi annunciata. La protesta – afferma il sindacato - è durata circa una trentina di minuti richiamando in servizio la maggior parte del personale disponibile. Dalle prime indiscrezioni trapelate, a scatenarla è stata la richiesta di ottenere più telefonate, celle aperte e l’adeguamento per i detenuti mussulmani in fase di ramadan.
"Quanto accaduto oggi a Marassi richiama la necessità di aumentare l’organico del personale e di cambiare la politica della sua gestione – così commenta il segretario Lorenzo – non servono leggi svuota carceri quando all’interno esistono focolai di violenza. Le proteste sono sempre preannunciate, per questo bisogna essere sempre pronti ad arginarle ma non si può continuare a gestire un carcere di grosse dimensioni come quello di Marassi con pochi agenti e con un direttore ed un comandante che non hanno la titolarità dell’istituto. Marassi purtroppo conta una carenza di personale che non ha precedenti, basti pensare che a fronte di un organico previsto di 381 poliziotti penitenziari, ce ne sono circa 300. Questo induce ad una diminuzione dei livelli di sicurezza dell’istituto dove sono presenti 650 detenuti."
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