Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei sub italiani morti nella grotta di Alimathà

di Carlotta Nicoletti

1 min, 28 sec

Sono stati riportati in superficie i corpi di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal. Si chiude il recupero delle vittime italiane

Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei sub italiani morti nella grotta di Alimathà

Si sono concluse alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei subacquei italiani morti durante un’immersione nella grotta di Alimathà. Nelle ultime ore sono stati riportati in superficie anche gli ultimi due corpi, quelli della ricercatrice Muriel Oddenino e di Giorgia Sommacal, figlia della docente universitaria Monica Montefalcone.

Recupero – A confermare la conclusione delle operazioni sono state fonti della Farnesina. Il primo corpo è stato recuperato e trasferito su una barca d’appoggio, mentre il secondo è risalito accompagnato da un sommozzatore impegnato nelle necessarie tappe di decompressione. Poco dopo è arrivata la conferma che anche il secondo corpo era stato portato a bordo.

Tragedia – L’incidente è avvenuto durante un’immersione subacquea nelle acque maldiviane, all’interno di una grotta situata nell’area di Alimathà. Nei giorni scorsi erano già stati recuperati gli altri membri del gruppo coinvolto nella tragedia che ha profondamente colpito il mondo accademico e scientifico ligure.

Vittime – Tra le persone scomparse c’era anche Monica Montefalcone, docente associata di Ecologia all’Università di Genova e studiosa conosciuta a livello internazionale per le sue ricerche sugli ecosistemi marini e sui cambiamenti climatici. Con lei si trovavano la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e altri sub esperti.

Indagini – Restano ora aperti gli accertamenti delle autorità maldiviane per chiarire le cause dell’incidente. Nei giorni scorsi erano emerse verifiche anche sulla regolarità delle autorizzazioni relative alle immersioni effettuate nell’area della grotta.

Cordoglio – La vicenda ha suscitato grande commozione in Liguria e nel mondo universitario, dove colleghi, studenti e istituzioni continuano a ricordare le vittime come professionisti esperti e profondamente appassionati del mare e della ricerca scientifica.

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