Martedi, 20 agosto 2019  

“L’uomo sta progettando una nuova missione per tornare sulla Luna”

Dal 26 al 28 luglio a Busalla la terza edizione del Festival dello Spazio
2019-07-12T18:44:29+00:00

Dal cinquantenario della conquista della Luna, con tanto di testimonianza diretta dello storico telecronista di allora, Tito Stagno, ai piani delle agenzie spaziali e dell’industria per un ritorno sul nostro satellite nel prossimo futuro; dalla robotica fantascientifica dell’Iit all’aggiornamento sulle attività della Stazione spaziale internazionale sulla quale opererà, a breve, l’astronauta italiano Luca Parmitano. Ampio spazio anche al cambiamento climatico e agli incomparabili strumenti che l’osservazione satellitare offre alla comprensione di questo fenomeno, mentre una sessione particolare, organizzata assieme a Confindustria Genova, sarà dedicata alla “Space Economy”, settore di sviluppo dell’economia mondiale tra i più promettenti dei prossimi anni. Sono questi i principali temi che verranno trattati dalla terza edizione del Festival dello Spazio, in programma a Busalla da venerdì 26 a domenica 28 luglio. Nato nel 2017 per celebrare i 25 anni dal primo viaggio nello spazio di un astronauta italiano, il busallese Franco Malerba, il Festival si è ormai imposto come un appuntamento fisso nel panorama nazionale, che consente a curiosi e appassionati, giovani che sognano una carriera di ingegnere spaziale o di astronauta, di avvicinare ed ascoltare tecnici e scienziati direttamente coinvolti in avvincenti programmi di ricerca, di sviluppo tecnologico e di esplorazione.  «Questa terza edizione punta ad un cambio di passo – spiega lo stesso Franco Malerba, architetto del Festival dello Spazio –: da una parte era infatti d’obbligo ricordare i 50 anni dell’uomo sulla Luna e il viaggio di Parmitano alla Stazione spaziale. Dall’altra, c’è la novità di quest’anno, che consiste nel coinvolgimento del mondo delle imprese, in una prospettiva di sviluppo legata alla “Space Economy”, ovvero le basi di dati, le applicazioni e i servizi che stanno fiorendo a valle delle infrastrutture di navigazione e di osservazione della terra: dalla logistica all’ agricoltura di precisione, dalla gestione dei trasporti all’ auto a guida autonoma. Ne parleremo già nel pomeriggio della giornata inaugurale, venerdì 26, con un panel di industrie genovesi impegnate in attività spaziali, coordinato dall’Iit e da Confindustria Genova». Complessivamente saranno ben 27 gli esperti pronti a darsi appuntamento a Villa Borzino, provenienti dalle agenzie spaziali europea ( Esa) ed italiana ( Asi) e da Istituto italiano di tecnologia ( Iit), Centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici ( Cmcc), Istituto nazionale di astrofisica ( Inaf), Thales Alenia Space e Leonardo. Una lista di relatori d’eccezione che comprende anche Matthias Petschke, direttore presso la Commissione europea per i programmi comunitari sulla navigazione satellitare, che nella giornata inaugurale illustrerà la strategia spaziale dell’Unione europea.

Seconda giornata interamente dedicata alla Luna con tanto di “remake” dell’allunaggio; alla domenica una carrellata delle missioni spaziali più interessanti dell’anno

Cadendo proprio nei giorni immediatamente successivi alle celebrazioni per il cinquantenario della conquista della Luna, naturalmente, il Festival 2019 non poteva non concedere ampio spazio al nostro satellite, dedicandovi l’intera giornata di sabato 27 luglio: alla mattina, una rievocazione di quell’evento epocale attraverso i ricordi di Marcello Fulchignoni, tra i primi studiosi di sassi lunari al mondo, e del giornalista Tito Stagno, che ebbe l’onore ed il privilegio di condurre la telecronaca diretta dell’allunaggio per la Rai. Al pomeriggio, invece, insieme agli ingegneri di Thales Alenia Space e dell’ Agenzia spaziale italiana ci si soffermerà sui piani per ritornare sulla Luna nei prossimi anni. A chiudere la sessione pomeridiana uno sconfinamento nella poesia, con la lettura scenica intitolata “Facciamo che io ero Neil Armstrong”, dello scrittore Massimo Morasso. Infine, con il calare delle tenebre, al campo di rugby di Busalla ci sarà l’occasione di osservare il passaggio della Stazione spaziale internazionale accompagnati dalle spiegazioni del personale dell’ Osservatorio del Righi e di assistere ad una fedele rappresentazione dell’allunaggio, grazie ad un drone opportunamente travestito da modulo lunare che, accompagnato da un commento vocale in diretta, si abbasserà fin sul campo di gioco seguendo lo stesso profilo di discesa del Lem Eagle da cui, il 20 luglio 1969, sbarcarono sul suolo lunare i primi moonwalker della storia, Neil Armstrong e Buzz Aldrin. E a proposito di riproduzioni, nei giorni del Festival Villa Borzino ospiterà un enorme e fedele modello del razzo Saturn V, gentilmente prestato dall’Associazione Asimof. Il Saturn V fu utilizzato dalla Nasa per il lancio in orbita degli astronauti che presero parte alla missione Apollo 11: quella, appunto, che portò l’uomo a mettere per la prima volta il piede sulla Luna. La giornata di domenica 28 luglio sarà invece dedicata a una carrellata delle missioni che hanno fatto notizia negli ultimi mesi: grazie a Claudio Sollazzo, mission manager dell’Agenzia spaziale italiana, sapremo tutto sulla missione Beyond a bordo della Stazione spaziale internazionale di Luca Parmitano; Marco Molina, responsabile ricerca e sviluppo di Leonardo, ci aggiornerà sull’ultima prodezza tecnologica dell’azienda aerospaziale, il satellite iperspettrale Prisma; Walter Riva dell’Osservatorio astronomico del Righi ci porterà ai confini del Sistema solare parlandoci dell’asteroide Ultima Thule e Benedetta Valerio dell’Università di Genova si spingerà ancora oltre, a 55 milioni di anni luce, soffermandosi sul buco nero M87, oggetto di quella che è già stata ribattezzata come la “foto del secolo”.

Le apparecchiature originali della missione di Franco Malerba, primo mattone del futuro “Museo dello Spazio” di Villa Borzino

L’avvio del Festival sarà solennizzato dalla cerimonia di consegna, da parte dell’Università di Genova, al Festival dello Spazio e al Comune di Busalla degli SQUID (acronimo di Superconducting Quantum Interference Devices), apparecchiature molto particolari utilizzate durante le missioni del satellite a filo (Tethered Satellite System) del 1992 – proprio quella a cui partecipò Franco Malerba – e del 1996, che nelle intenzioni degli organizzatori del Festival andrebbero ad inaugurare la collezione del futuro, ipotetico, museo spaziale di Busalla. Sarà il prof. Matteo Pastorino, direttore del DITEN (Dipartimento di informatica, ingegneria delle telecomunicazionni e architettura navale) a officiare la consegna mentre un video girato dalla prof.sa Silvana Dellepiane, dall’ing. Roberto Marcialis e Franco Malerba rievocherà l’impresa scientifica degli SQUID. «Il nostro Festival cresce e si consolida ogni anno, attirando l’interesse di un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo di appassionati proveniente anche da città e paesi lontani della nostra Busalla e dalla stessa Genova», commenta Giorgio Mentasti, presidente dell’ Associazione Festival dello Spazio. «L’amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Loris Maieron – ha appoggiato fin da subito con grande entusiasmo questo progetto, nella convinzione che associare il nome del nostro paese a quello di un illustre concittadino del calibro di Franco Malerba e, più in generale, al fascino delle esplorazioni spaziali, possa rappresentare un incredibile strumento di promozione per Busalla e per tutte le sue eccellenze gastronomiche, artigianali e culturali». «Siamo onorati di coordinare per il terzo anno consecutivo un evento così importante e di così ampio respiro, cosa non banale per un Comune come il nostro – conclude Fabrizio Fazzari, assessore alla cultura e ideatore del Festival –un evento che, quest’anno, risulta ulteriormente impreziosito dalla partnership di importanti sponsor italiani ed internazionali, da cui, siamo certi, possano scaturire in futuro importanti sinergie. L’arrivo degli SQUID, poi, costituisce per noi un momento molto significativo e gratificante, che ci sprona a lavorare per gettare le basi di un Museo dello Spazio a Busalla».

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