Lunedì 4 maggio: scatta il day after e Genova prova a tornare alla normalità

di Marco Innocenti

Traffico in deciso aumento. I negozianti: "Tutti in fila e con le mascherine indosso"

Lunedì 4 maggio: scatta il day after e Genova prova a tornare alla normalità

Lunedì da day after a Genova. Il 4 maggio segna il parziale ritorno alla normalità dopo il lockdown dovuto alle misure anti contagio e la città sembra davvero come risvegliarsi da un lungo letargo. Per strada, a levante come a ponente, torna a farsi vedere un traffico quasi normale per un lunedì mattina lavorativo. Davanti all’obiettivo della nostra telecamera passano le immagini di una città che prova a tornare alla sua vita quotidiana. Sono le 9.15 e via 30 Giugno è decisamente più animata rispetto alle scorse settimane. Passiamo sotto il nuovo ponte sul Polcevera, quello ancora non si può percorrerlo ma oggi più che mai sembra solo questione di aver ancora un po’ di pazienza.

Anche via Cornigliano sembra rianimarsi dopo il silenzio quasi irreale dei giorni scorsi: il rumore del traffico e dei clacson è tornato a sovrastare tutto il resto. Anche a Sestri troviamo i primi incroci ingolfati di auto, una scena normale in tempi non covid. Ed eccoci nella tanto discussa via Sestri: i bar hanno potuto riaprire ma non si entra, la colazione la si ordina fuori dalla porta, davanti ad un banchetto allestito appositamente. Uno alla volta, con la mascherina indosso, ordinatamente, per quanto è possibile.

Anche negli altri negozi si fa la fila, uno dietro l’altro. Chi ha più spazio può far entrare due persone per volta, massimo tre. Nessuno fra i negozianti ha voglia di parlare ma, a microfoni spenti, ci spiegano che queste prime aperture sono in effetti una boccata d’ossigeno ma non possono bastare per molto. In compenso, i genovesi sembrano aver capito l’importanza del rispetto delle regole: quasi nessuno si presenta senza mascherina, molti hanno anche i guanti. Ma per entrare nei negozi, ormai, la mascherina è un obbligo. Al massimo – ci racconta qualche negoziante – dobbiamo chiedere di indossarla correttamente perché qualcuno ha il naso scoperto. I più indisciplinati, da questo punto di vista, sembrano essere gli anziani, i più fragili ed esposti al rischio del contagio.

Lasciamo il Ponente e ci dirigiamo verso il centro. Sulla Guido Rossa c’è il normale traffico che ti aspetteresti di lunedì mattina verso le 11, le corsie semivuote di qualche giorno fa sembrano già un ricordo sbiadito. Poi la Soprelevata e anche qui molto sembra tornato alla normalità. O quasi. Eccoci in Corso Italia, riaperto da oggi e ripreso d’assalto dai genovesi in fuga (stavolta legalmente) dalla quarantena forzata. A piedi, in bici o sui pattini, il lungomare è tornato a vivere dopo settimane di desolazione. Il mare è ancora deserto, non ci sono barche all’orizzonte nonostante da oggi siano state autorizzate le uscite in mare a patto che a bordo navighino al massimo due persone già conviventi. Ma è lunedì ed è solo il primo giorno di riapertura. La città insomma torna a vivere, o almeno prova a farlo.